Comunali, Tombolini: «Sarà referendum tra legalità e potere feudale»

Secondo il candidato di civiche e centrodestra l'amministrazione uscente è già stata bocciata alle urne: «Astensionismo sopra il 45%, gente sfiduciata»

Non un ballottaggio per il candidato di centrodestra e civiche ma «un vero e propri referendum tra chi chiede e pretende legalità e chi invece difende un feudale sistema di potere – dice Stefano Tombolini - del resto, se avesse governato bene, l’ex sindaca renziana non sarebbe andata al ballottaggio. Se avesse governato bene non sarebbe stata bocciata da quel 52% di elettori che sono andati a votare». Tombolini prende la calcolatrice: «Su 43.979 votanti – dice - l’hanno sostenuta in 20.738. Hanno ovviamente tutto il mio rispetto e per certi versi la mia comprensione. Ma anche loro dovranno prima o poi fare autocritica. Dovranno pur domandarsi cosa ha fatto la loro giunta in cinque anni se soltanto negli ultimi due mesi sono arrivate le promesse più mirabolanti accompagnate dal faremo o dallo stiamo facendo. Dovranno pur aprire gli occhi e guardare alla città vera, a quella che soffre e che non ha voce, a quella che non si sente sicura, a quella che sa più cosa voglia dire partecipazione e condivisione delle scelte».

«Se avesse governato bene – prosegue il candidato - non avrebbe contribuito a favorire quell’astensionismo arrivato a superare il 45% degli aventi diritto al voto. Gente scoraggiata, afflitta, abbandonata a se stessa, che pensa e crede di non contare più nulla. Ecco, se facciamo un po’ di conti , il sistema di clientele e di favoritismi da anni alimentato dal Pd e dai suoi vassalli si è arroccato a difesa di quei privilegi che solo il pd e l’ex sindaca renziana possono continuare a garantire. Ed allora sempre conti alla mano l’Ancona antisistema è più forte e può davvero farcela il 24 giugno. L’Ancona che crede nei veri valori, l’Ancona veramente trasparente e pulita,ce la può fare. Si riparte da zero. Il primo turno è alle nostre spalle. Ora, indipendentemente dalle etichette politiche ma accomunati dall’idea superiore di un bene comune da tutelare e garantire, dobbiamo vivere e lottare per un vero e proprio referendum da cui dipende il futuro della nostra comunità:
Tombolini, per essere liberi di decidere il nostro futuro nel rispetto della legalità. Mancinelli, per continuare ad essere conniventi, sodali con quel sistema di potere feudale che per tanti, troppi anni ha soffocato la nostra amata Ancona. L’Ancona di chi sceglierà di alzare la testa e di tenere la schiena dritta è la mia Ancona, quella che guarda ai giovani come a delle risorse e che guarda alle fasce più deboli come a delle persone che non vanno lasciate indietro ma che vanno invece aiutate e sostenute. Questa è la mia Ancona, quella che ce la può fare a mandare a casa una vecchia classe di politici di professione, di furbastri maneggioni senza arte ne parte. Di quanti hanno svuotato la città di risorse, di idee e di progettualità».

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