Tombolini dopo la sconfitta bacchetta gli assenteisti: «Sono stati a guardare»

Il candidato sconfitto al ballottaggio promette un'opposizione «costruttiva, risoluta e senza sconti»

«Un grazie di cuore ai 12541 ( 37,22%) anconitani che hanno espresso la voglia di cambiamento. E che hanno votato me e la mia coalizione  dimostrando  di aver capito e creduto in un altro progetto di città. Diverso da quello del Pd, più vicino ai bisogni inascoltati di chi non ha voce. Di coloro che purtroppo soffrono dignitosamente in silenzio». Inizia così il messaggio di Stefano Tombolini, lo sconfitto del ballottaggio contro Valeria Mancinelli bis. Nel day after elettorale, Tombolini manda anche un ringraziamento «ai 21152 ( 62,78) anconitani che votando per la riconferma della Mancinelli hanno legittimamente dimostrato di credere in un sistema collaudato da decenni di  governo egemone e quindi di difenderlo andando a votare».

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Una frustata va invece agli assenteisti. «Un doveroso rimprovero - dice Tombolini - invece ai 46172 anconitani ( degli 80 mila aventi diritto di voto) che se ne sono stati a guardare portando il partito del non voto al 57,32%. Apatia, disaffezione verso l’intera classe politica, peggio ancora rassegnazione? Forse un mix di tutto questo. Di fatto però è prevalsa nettamente la politica del restare fermi. A difesa di  uno status quo che non disturba chi conta e che tutto sommato acquieta le coscienze. Poiché in democrazia gli elettori hanno sempre ragione, alla riconfermata sindaca renziana Mancinelli formulo l’augurio di buon lavoro. Nella speranza che la pioggia dei tanti  milioni di euro arrivi come promesso e a tempo debito. Così come le auguro di spendere presto e bene i soldi vinti per i tanti progetti legati all’Ancona del futuro prossimo. Per quanto mi riguarda posso solo prometterle una opposizione costruttiva, ferma e risoluta. Una rigorosa azione di controllo e di verifica. Con la solita grinta, con la solita tenacia. Senza sconti. Anche perché la città ha bisogno più che mai di chi appunto vigili sul governo della cosa pubblica, sulla legittimità degli atti e sul rispetto dei diritti di tutti i cittadini». 

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