Comunali 2018, Rubini e Boni (AIC): «Porto come asse strategico»

Queste le parole di Francesco Rubini e Loretta Boni, rispettivamente candidato sindaco e candidata al consiglio comunale per Altra Idea di Città  

A dx Loretta Boni

"Nel dibattito cittadino preelettorale, fra le proposte di tutte le liste ci sono naturalmente quelle che riguardano il Porto. Il programma di Altra Idea di Città vede nel Porto un fattore di traino per tutta l’economia marchigiana. Ancona è’ un porto polifunzionale: porto merci, porto passeggeri, porto pescherecci, mercato del pesce, cantieristica, beni culturali, porto turistico». Queste le parole di Francesco Rubini e Loretta Boni, rispettivamente candidato sindaco e candidata al consiglio comunale per Altra Idea di Città.  

PORTO STORICO

«Oggi la maggiore fruizione della parte storica, Arco di Traiano, Arco Clementino e la passeggiata fino alla Lanterna rossa, pare aver accorciato le “distanze” tra città e zona portuale. Eppure rimane consolidata nell’opinione pubblica una separatezza fra la città e il suo Porto, a partire dalla insopportabile presenza delle reti di sicurezza. La piena fruizione storico-turistica ha ancora molta strada da fare: occorre implementare l'impegno per la liberazione dell'area storica del porto dall'ingombro dei tir, continuare nella pedonalizzazione dell'area e nella riduzione dell'ingresso di traffico privato , riaprire e manutenere i siti archeologici presenti, connettere l'area con il centro città, via XXIX Settembre e la zona Mole – Archi in una lunga passeggiata».

CANTIERI NAVALI

«La battaglia più grande l’hanno fatta gli operai dei cantieri che hanno lottato con le unghie e con i denti per evitare la chiusura in particolare della Fincantieri, e se oggi c’è una ripresa della produzione e dell’occupazione in gran parte  è merito dei lavoratori. Caso mai qui il tema è la sicurezza sul lavoro (visti i recenti incidenti anche mortali) e la dignità  del lavoro stesso visto che oggi operano in Fincantieri oltre 2500 persone di cui 550 addetti diretti e il resto lavoratori di appalti e subappalti. Su questo fronte è compito del Sindaco adottare , da una parte tutte le azioni possibili per evitare nuove e vecchie forme di caporalato e di lavoro precario, dall'altra per far rispettare le normative e i protocolli vigenti in tema di sicurezza e diritti». 

TRASPORTO MARITTIMO

«Creare alternative al trasporto su gomma, sul fronte sia del trasporto merci che passeggeri è la vera priorità per Ancona e il  territorio dell'area vasta,  a cominciare dalla riapertura della Metropolitana di superficie. L’amministrazione Mancinelli,  con la chiusura della Stazione marittima, si è assunta una responsabilità grave mostrando di preferire il traffico su gomma con  il suo carico di cemento-petrolio-inquinamento. La nostra proposta è dunque il potenziamento del trasporto marittimo come scelta strategica  che assieme a quella su ferro è coerente con la ricerca di uno sviluppo compatibile con l’ambiente. Contemporaneamente occorre aprire un confronto con l’Autorità portuale per ridurre i fattori inquinanti. A tutt’oggi permane una criticità importante rappresentata  dal mancato  collegamento del porto con la grande viabilità che le Amministrazioni a guida PD hanno rimandato nel tempo inseguendo per 17 anni il progetto farlocco dell’Uscita Ovest, lo scorso anno bocciato definitivamente dal Ministero dei trasporti. Tale criticità va risolta con un collegamento stradale meno costoso e non impattante che alleggerisca il traffico fra Ancona e Torrette e potenziando l’utilizzo della ferrovia per l’uscita delle merci dal porto».

PORTO PESCHERECCI-MERCATO DEL PESCE

«Sino a qualche anno fa all’interno del Porto di Ancona, si svolgeva l’unica fiera internazionale del comparto della Pesca. Ora non c’è più e la crisi economica insieme agli alti costi del carburante, l’inquinamento e la ridotta pescosità ha prodotto la rottamazione di molte imbarcazioni. Ma nonostante questo il mercato del pesce continua ad esser un importante fattore economico che va tutelato insieme a tutto l’indotto anche come fattore identitario. Vanno mantenute e sostenute  tutte queste attività, esse sono un punto di forza. lo sono state da sempre,  (il porto di Ancona è sede dell’Autorità di sistema portuale del mare Adriatico centrale) e lo saranno ancor più in futuro come risposta diversificata per uno sviluppo economico e occupazionale che contrasti la tendenza imperante e continua delle continue chiusure e trasferimenti di attività. L’insieme dell’economia marittima va presidiata, stimata e conosciuta quale fattore strategico trainante per lo sviluppo economico di Ancona e della Regione Marche».

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