«Da Tombolini solo insulti e slogan», la Mancinelli dice "no" all'ultimo confronto tv

E' proprio dall’esperienza in tv che la Mancinelli ha maturato l’intenzione di disertare anche l’ultimo faccia a faccia, quello a due contro Stefano Tombolini

Valeria Mancinelli

Al primo turno aveva detto “no” ai confronti con più di 2 candidati, temendo il fuoco incrociato del 4 contro 1 in un’arena che lei stessa aveva paragonato a quella dei pollai. In vista del primo turno, per evitare qualsiasi botta risposta, aveva spiegato un concetto semplicissimo a chiunque avesse voluto ascoltare pubblicamente le sue idee per la città: “Io non ascolto repliche e non replicherò agli altri”. Parole chiare quelle del sindaco Valeria Mancinelli che, tuttavia, ci sarebbe stata, ma a patto di poter parlare liberamente senza interruzioni. Era pronta anche ai confronti, come aveva spiegato dopo lo strappo con l’associazione Stop Degrado Torrette, ma solo uno contro uno. Tanto da costringere agli straordinari lo studio televisivo di E’Tv Marche per preparare una serie di incontri in cui la Mancinelli avrebbe incontrato singolarmente gli altri  candidati. Ed è proprio da quell’esperienza che la Mancinelli ha maturato l’intenzione di disertare anche l’ultimo faccia a faccia, quello a due contro Stefano Tombolini. Infatti il sindaco sarebbe dovuto essere ospite della tv locale in un incontro moderato dal giornalista Maurizio Socci, da registrare stamattina e mandare in onda venerdì sera alle 21,30. Ma venerdì, negli studi di E’Tv Marche ci sarà soltanto il candidato del centrodestra Stefano Tombolini perché stamane, dopo aver temporeggiato per giorni, è arrivato il “no” della Mancinelli. Il motivo? Lo spiega in una lettera.

La lettera inviata alla redazione di E'TvMarche

“Cari telespettatori e caro Socci, ringraziandoti per l’invito, e nel rispetto dei cittadini e dei telespettatori di E’Tv (che considero da sempre, come sai, un patrimonio di questa città), devo comunicarti che ho deciso di non partecipare al confronto con il candidato Tombolini in vista del ballottaggio del 24 giugno. Com’è sotto gli occhi di tutti, dopo cinque anni di lavoro per Ancona, in questa campagna elettorale io ho scelto di raccontare i fatti: quelli evidenti a tutti, che stanno cambiando passo dopo passo la nostra città da cinque anni, e quelli che verranno. Penso soprattutto alla riqualificazione dei nostri quartieri, a partire dagli Archi, ma non solo. Non sogni, né slogan: ho scelto di parlare sempre e solo di quei progetti che hanno solide radici e certezza di realizzazione, perché hanno già le risorse economiche, sono partite le progettazioni e a volte anche gli appalti. Sul terreno della sincerità e della credibilità si fonda il mio rapporto con i cittadini, da sempre. Su questo non derogo, con le facili promesse tipiche delle campagne elettorali. E’ un rigore che mi do come persona, a costo di sembrare a volte poco simpatica. A fronte di questo, mi sono ritrovata contro una campagna del candidato Tombolini fatta di slogan e poca sostanza, dico io, ma soprattutto di insulti e prevaricazioni. Potrei citare tanti esempi, ma basta aprire le pagine social sua e dei suoi candidati in questi giorni per capire la montagna di insulti che ricevo quotidianamente, anche sul piano personale. Anche nell’ultimo confronto a cui ho partecipato presso gli studi di E’tv è stato chiaro lo stile: non far parlare, prevaricare, buttarla in rissa. La situazione non è degenerata perché tu, caro Socci, hai elegantemente ma con fermezza cercato di riportare alla ragione il candidato Tombolini. Ma il risultato vero è che quel confronto non ha potuto aggiungere nulla alla sostanza, alle proposte per i cittadini, all’idea di città che voglio raccontare e su cui i cittadini hanno diritto di misurarci tutti. E non è un problema di format televisivo: il confronto con la candidata del movimento 5 stelle, seppur serrato, è stato efficace, serio e credo utile ai telespettatori. Proprio per rispetto dei cittadini, ripeto, ho deciso di non partecipare a questo confronto: sarebbe l’ennesimo spettacolo trash del candidato Tombolini, a cui non voglio prestarmi. Un sindaco deve essere altro, per le responsabilità che ha e per la serietà di tutti i problemi che ogni giorno è chiamato ad affrontare”.

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