Feste al porto o alla Baraccola, movida-cenerentola nel resto della città

È la ricetta di Valeria Mancinelli per coniugare locali e giovani con i residenti. Marasca: «Movida non è solo bere un gin tonic»

Ancona, bella addormentata? Non la pensa così Valeria Mancinelli, sindaco uscente ora all’esame del voto, il 10 giugno, per tentare il secondo mandato. Tema ricorrente nella vita politica anconetana. Tra le esigenze dei residenti con il sonno da tutelare e quelle di giovani e meno giovani e dei locali notturni che vorrebbero proporre musica, serate, eventi e iniziative ma senza l’assillo che a mezzanotte il più esclusivo dei party si trasformi in zucca. «Si parla spesso di vita notturna - esordisce Paolo Marasca, assessore uscente - ma lo si fa in maniera disordinata, senza proposte concrete: la movida non è semplicemente bere un gin tonic. Il compito dell’amministrazione non è di aprire locali ma di trovare un punto di equilibrio tra le varie esigenze». L’idea, in caso di vittoria del centrosinistra, di consistite feste fini a tarda notte in determinate zone della città: Baraccola, Porto Antico ma anche la Mole «che per acustica - prosegue Marasca - può prevedere spazi produzione musicale e concerti nella nuova ala. Un luogo che anche dopo la mezzanotte può fare musica tenendo bene a mente che non si tratta di una discoteca». Presentazione della proposta davanti a un pubblico di potenziali interessati tra i promoter che hanno lavorato in questi anni: Eric Bagnarelli (Spilla Festival), Paolo Camangi (Hip Nic, Portobello), Simona Lisi (Cinematica), Massimo Pigliapoco (Pepelab). Tutti invitati a una due giorni settembrina che alla Mole che sembrano gli Stati Generali della movida: incontri tra operatori, cantanti, persone interessate per fare il bilancio dell’estate e per ragionare insieme su quello che può dare e fare Ancona in questo settore. E nonostante in mezzo ci sia uno scoglio chiamato “volontà popolare”, il programma è già a uno stadio avanzato: Mauro Ermanno Giovanardi, voce della Crus, ha aro l’ok per la direzione artistica e avrà al suo fianco Marlene Kuntz, Almamegretta e Cristina Donà. 

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Altra promessa, quella di avviare un trenino gratuito per gli spostamenti sull’asse Archi-Mole-Muse-Papa con tappa al Porto Antico se i gestori di Ticiporto ne faranno richiesta. «Speriamo a settembre di poter riflettere su questa sperimentazione - conclude Marasca - vigiliamo sostenere le attività musicale, le iniziative e anche le attività temporanee in luoghi particolari all’aperto o al chiuso, una tendenza europea e italiana, con qualità degna di un capoluogo, attrattiva per gli altri territori. Questa è la ricetta per il popolo della notte. Per i locali situati nel resto della città c’è poco da fare. Le casse vanno spente entro la mezzanotte. «Vogliamo andare avanti con buonsenso - commenta la Mancinelli - rendendo compatibili le attività. Dobbiamo tenere presente che ci sono anche cittadini che dormono. Proviamo ad affrontare queste problematiche con la consapevolezza che siamo un capoluogo. Non Parigi, ovvio, ma la città più popolosa delle Marche. Abbiamo messo in campo azioni concrete e altre sono da sviluppare perché non si è concluso il cammino. Dai progetti concreti e ravvicinati, dalla promozione di eventi anche diversi credo si possa affermare che non vogliamo spegnere la città ma abbiamo concorso ad accenderla e volgiamo proseguire intensificando in quantità e qualità non solo in fascia notturna ma anche altri tipi di eventi».

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