Massi sospesi sulle grotte, Tombolini: «Oltre un anno non si è fatto niente»

Per il candidato di civiche e centrodestra «è necessario che il Comune si faccia vivo se non vuole mettere ulteriormente a rischio l’incolumità pubblica»

«Da più di un anno il Comune è stato allertato relativamente all’immanente pericolo relativo al  distacco di grossi massi dalla parete rocciosa sopra alcune grotte del litorale del Passetto, è necessario che il Comune si faccia vivo se non vuole mettere ulteriormente a rischio  l’incolumità pubblica». Stefano Tombolini, candidato di civiche e centrodestra torna ad attaccare l'amministrazione comunale. Il tema questa volta è legato alla sicurezza delle Grotte del Passetto. «È passato un anno e nessuno ha mosso un dito. È passato un anno e la pericolosità è cresciuta – si legge in una nota - Del resto,sappiamo bene come sulle grotte incomba la minaccia delle frane. La marna, roccia di origine sedimentaria, costituita da una mescolanza di calcare e argilla, è infatti attraversata da piccole ma numerose faglie dove l’acqua si infiltra  determinandone il distacco. Insomma le rupi vanno urgentemente consolidate secondo un progetto complessivo e non con rattoppi tampone come è stato fatto finora. Immediata messa in sicurezza però dove la documentazione fotografica non inganna. Le reti non riescono più a trattenere adeguatamente la massa rocciosa. È necessario che il Comune si faccia vivo se non vuole mettere ulteriormente a rischio l’incolumità pubblica».

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Per Tombolini «le Grotte, volenti o nolenti sono patrimonio della città. Chiedo pertanto la messa in sicurezza della zona già indicata l’anno scorso da diversi cittadini e ribadisco il mio impegno e quello della mia coalizione  a ricercare con i grottaroli e con gli operatori economici che hanno già impegnato significative risorse, un accordo per la valorizzazione dell’intero sistema Passetto. Investendo risorse adeguate, elaborando programmi  che sappiano guardare al futuro senza schematismi precostituiti, senza blocchi mentali. Del resto gli eredi di chi all’inizio del’ 900 iniziò a scavare sanno bene che aprirsi sempre di più all’uso collettivo rappresenta la vera chiave di volta per rilanciare o meglio per dare piena dignità ad una spiaggia che esprime l’anima della città e che sul piano ambientale e paesaggistico ha pochi eguali nel nostro Paese».
 
 

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