Diktat della Mancinelli sui non confronti: "Ci tratta come sudditi ma siamo cittadini"

Attacca il sindaco Valeria Mancinelli il candidato del centrodestra Stefano Tombolini dopo il diktat arrivato dalla segreteria della sindaca agli incontri pubblici in cui si parte sempre

Stefano Tombolini

"Basta coi format imposti dalla Mancinelli. Un sindaco uscente che si ricandida a guidare la città avrebbe il sacrosanto dovere di presentarsi al confronto con gli altri candidati per raccontare cosa ha fatto nei suoi cinque anni a Palazzo del Popolo". Attacca il sindaco Valeria Mancinelli il candidato del centrodestra Stefano Tombolini dopo il diktat arrivato dalla segreteria della sindaca agli incontri pubblici in cui si parte sempre, o quasi sempre, con l'idea di un confronto, per poi trasformarlo in un incontro senza diritto di repliche. All'incontro di giovedì all'Informagiovani organizzato dal circolo Riccardo Lombardi Tombolini ha anche sbottato. 

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"Nel caso specifico dovrebbe infatti avere l’onestà intellettuale di certificare il proprio fallimento e poi di indicare i propri programmi futuri. Ma la sindaca renziana scappa dal confronto e pretende non solo blocchi blindati di domande ma anche di chiudere la carrellata di interventi infischiandosene persino dell’ordine alfabetico. Del resto, basterebbe semplicemente organizzare l’ordine degli interventi a sorteggio. Insomma c’è modo di bypassare  quello che  è un diktat bello e buono che chi organizza gli incontri subisce ma che personalmente mi rifiuto di assecondare. Dovrebbero farlo anche gli altri candidati con i quali già a Torrette abbiamo giustamente dato vita ad un confronto ampio e serrato a tutto campo, volutamente assente la zarina. Dovremmo lasciarla sola sul palco a magnificare le sue imprese mirabolanti da milioni di euro. Imprese che purtroppo cozzano contro l’impoverimento del nostro tessuto sociale,  che non portano lavoro ai giovani, che non aiutano a sopravvivere i nostri anziani, che affondano le famiglie a basso reddito. Lei ed il Pd hanno infatti svuotato la città delle sue funzioni direzionali. Pensate che un ex sindaco del capoluogo oggi fa il segretario del presidente pesarese della regione Marche, e questo qualcosa vorrà pur dire, ma hanno anche occupato tutti quegli spazi del nostro vivere assieme, soffocando in maniera egemone ogni voce fuori dal coro dei soliti potentati, dei soliti amici degli amici. Ecco, io non mi riconosco nella fetta di interessi di quella città che la Mancinelli volente o nolente rappresenta. Ed allora, basta dibatti preconfezionati. La città vuole e deve sapere quale sarà il suo futuro prossimo. Gli anconetani vogliono e devono sapere se dovranno essere ancora considerati dei sudditi o se invece potranno essere finalmente partecipi e protagonisti del loro futuro. E’ davvero ora di cambiare".

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