Crosetto lancia Tombolini per le comunali: «Città tradita, guarda che ricchezza hai»

Il coordinatore nazionale di Fratelli d’Italia, Guido Crosetto, ha aperto la campagna elettorale del centrodestra per le prossime elezioni comunali. Venerdì torna la Meloni

Da sinistra Stefano Tombolini, Guido Crosetto e Francesco Acquaroli

Millenaria ma stanca e seduta sulle proprie ricchezze, tanto da far scappare i suoi giovani. E’ il ritratto che il coordinatore nazionale di Fratelli d’Italia Guido Crosetto ha fatto di Ancona sul palco allestito in piazza Roma lanciando la candidatura a sindaco di Stefano Tombolini. Crosetto ha aperto la campagna elettorale del centrodestra prima dell’arrivo di Giorgia Meloni, che venerdì prossimo salirà sullo stesso palco: «Ancona è una città stupenda, antichissima e ha due miniere d’oro: il porto più grande di questo mare e i suoi 2.000 anni di storia. Ancona però è stata trascurata e avere una persona come Tombolini è la certezza per questa città di avere davanti un futuro che sia al pari del suo passato». Per il coordinatore nazionale di Fratelli d’Italia chi ha amministrato la città negli ultimi decenni: «Non ha puntato sulla sua grande ricchezza che è il porto, ma neppure sulla manutenzione ordinaria e sul bene pubblico. La prima dote di un sindaco è credere di poter cambiare la città che si candida ad amministrare- ha detto Crosetto - voi avete la ricchezza della vostra storia e del porto, ma queste ricchezze non rimangono perché nel mondo la concorrenza è in agguato e quella tra i porti è quotidiana e costante». Difendere un porto come quello di Ancona, ha spiegato Crosetto, comporta molto lavoro: «Verrà il giorno che se io non avrò realizzato infrastrutture la gente non verrà perché non le avrà trovate. Se non avrò abbellito il porto la gente dirà che c’è un altro porto più bello di Ancona. Se non offro servizi la gente non viene per questo motivo e il futuro si costruisce agendo affinché i problemi non avvengano». Poi la questione lavoro: «Una città come Ancona non può permettersi di avere centinaia giovani che vanno via, ma ha le potenzialità per attirarli e qui non ci deve restare solo la manodopera di basso livello, ma tutto questo parte dal Comune».

A precedere l’intervento di Crosetto è stato Stefano Tombolini: «La nostra coalizione vuole superare l’indifferenza in cui questa città è stata lasciata negli ultimi 5 anni- ha detto il candidato- siamo diventati cittadini che accettano tutto ma siamo stanchi di questa situazione e vogliamo cambiare», poi ha sconfessato alcuni punti della campagna elettorale del sindaco uscente con il testo del programma rivale alla mano: «Non ce l'ho con la Mancinelli anche se ogni tanto mi fa arrabbiare, nel suo programma c'è scritto quello che stanno facendo tra cui l’eliminazione delle barriere architettoniche, solo che l’associazione Luca Coscioni ha presentato una denuncia in procura perché il piano di eliminazione delle barriere architettoniche è ancora al palo». Tra quelli che Tombolini definisce «spot ideologici» c’è anche la riqualificazione dell’ex Verrocchio e la ciclabile Pietralacroce-Portonovo. «Se questo programma fosse un atto pubblico sarebbe un falso ideologico, io tra 5 anni sarò qui a prendere i pomodori se dirò che ho fatto quello che avevo promesso e non sarà vero».

Sul palco di piazza Roma c’era anche il deputato Francesco Acquaroli: «Ancona è capoluogo e deve rappresentare la speranza delle Marche» oltre ai rappresentanti della coalizione con il portavoce Regionale FdI, Carlo Ciccioli, a fare da moderatore. Angelo Eliantonio, portavoce comunale del partito, ha parlato di «Dignità e orgoglio da restituire alla città dopo anni di rassegnazione», Marco Bevilacqua (Lega) ha adattato il motto di Matteo Salvini a «Prima gli anconetani», Daniele Silvetti (FI) ha elogiato Tombolini: «E’ l’unico candidato antisistema di questa città», Massimo Meles (Udc): «Nel sottoscrivere il programma di Tombolini abbiamo ritrovato la ricerca del bene comune» e Saturnino Di Ruscio (Servire Ancona): «Occorre una svolta per la regione partendo da Ancona, che deve tornare ad essere il punto di riferimento».

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