I tre mattoni su cui si fonda il modello Pd, Cardoni svela i segreti del successo

Il segretario del Pd Ancona analizza le motivazioni che hanno portato la città ad essere l’unico baluardo del partito nel centro Italia. Un successo basato su 3 capisaldi

Giovanni Cardoni

Il modello Ancona esiste eccome e non è un qualcosa di radicato nella tradizione politica della città ma un vero e proprio edificio costruito nell’ultimo anno e mezzo su una base di tre mattoni: programmazione per tempo, contatto diretto con l’elettorato e la capacità mostrata da Valeria Mancinelli di intercettare e utilizzare fondi europei. E’ questa l’analisi politica del segretario Pd di Ancona, Giovanni Cardoni, a tre giorni dal ballottaggio che ha riconfermato il sindaco e il suo partito di riferimento alla guida del capoluogo marchigiano. «Ancona resta l’ultimo baluardo dell’Italia centrale ad aver resistito contro un vento avverso che tira ancora». Fin qui è evidenza, ma cosa c’è dietro al 30% conquistato dalla maggioranza al primo turno delle Comunali? Anzitutto la sorpresa dello stesso Cardoni: «Questa vittoria è stata inaspettata nelle dimensioni e nei numeri, dopo il 25% delle politiche avevamo capito che c'era stato un risveglio del nostro partito, ma pensavamo ci portasse a un 26 o 27%, non certo al 30. Da questo punto di vista è stata una sorpresa anche per Valeria stessa. E’ successo perché abbiamo fatto proposte credibili e il cittadino anconetano è stato responsabile, il padre di famiglia le ha ritenute le più valide per lo sviluppo della città in termini di potenzialità di lavoro e immagine. E’ stata un’apertura di credito nei nostri confronti al di sopra delle aspettative». Il carisma della Mancinelli, dice Cardoni, si è ben mescolato con la filosofia del Pd ma lo stesso segretario riconosce al sindaco il ruolo di trascinatore: «Per noi è stata un modello di serietà e di impegno ed è stata un trascinatore proprio per la sua serietà e capacità gestionale. Il partito le è andato dietro perché gli obiettivi coincidevano e l’ha supportata proprio tramite il contatto diretto con la gente». 

I mattoni del successo

«Siamo andati in controtendenza rispetto all’Italia per tre motivi fondamentali- piega Cardoni- il primo è che abbiamo preparato questa battaglia un anno e mezzo prima, con grosso impegno e coraggio. Secondo, lo abbiamo fatto con la costanza di ascoltare le persone tramite riunione di quartiere e nei circoli, ma anche di condominio. Terzo, ha influito l’impegno e la capacità della giunta nell’ottenere i finanziamenti per garantire i progetti di sviluppo che oggi sono effettivamente coperti dalle risorse per complessivi 70 milioni di euro. Progettare, programmare e razionalizzare non è tipico nel dna dell’italiano mentre invece la Mancinelli ha fatto proprio questo. Non è come anni fa che i finanziamenti arrivavano da Roma in modo quasi incontrollato. Ecco, se esiste un modello Ancona a crearlo è stato tutto ciò». Tre segreti del successo, ma Cardoni si sofferma sul punto numero 2. Stefano Foresi, Susanna Dini e Massimo Mandarano rientrano in consiglio comunale dopo aver raccolto singolarmente tra i 774 e i 937 voti in una campagna elettorale di prossimità anche e soprattutto in quelle che erano le ispettive circoscrizioni: «E’ stata una partita giocata sul contatto umano e loro tre, come gli altri, hanno parlato direttamente con le persone interpretando perfettamente il senso del partito». A chi non è andato a votare? «Rispondo che ha mancato a un dovere civico, sarebbe stato meglio che prima di andare al mare fosse andato alle urne, ma non credo che l’affluenza possa aver influito più di tanto sul risultato perché anche 5 anni fa era stata molto bassa». Ma dove ha perso il centrodestra secondo Cardoni? Nel confronto diretto con il candidato sindaco: «Misurarsi con la Mancinelli a livello politico non è mai facile. Lei è un avvocato amministrativo che conosce bene la macchina comunale e regionale». 

I prossimi 5 anni 

Cardoni torna sul concetto della linea di credito aperta dalla città: «Ora dobbiamo impegnarci di più con particolare attenzione alle fasce più deboli- conclude il segretario Pd- la fascia di povertà sta aumentando dappertutto, anche ad Ancona, insieme alle disuguaglianze sociali. Serve un impegno ancora maggiore nel sociale, privilegiando le persone che vivono con pensioni quasi impossibili agevolando ad esempio le spese sanitarie delle classi più umili. Le famiglie pagano di più per i medicinali, serve ricostruire un maggiore equilibrio nella popolazione».
 

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