A lezioni di economia sovranista dal prof Antonio Maria Rinaldi: pienone al San Rocco

A lezione di economia dal professor Antonio Maria Rinaldi. Una voce differente rispetto al pensiero unico del debito pubblico e dello spread

Antonio Maria Rinaldi all'evento di Senigallia

A lezione di economia dal professor Antonio Maria Rinaldi. Una voce differente rispetto al pensiero unico del debito pubblico e dello spread per oltre 150 persone che sabato pomeriggio hanno affollato l'auditorium San Rocco di Senigallia. Iniziativa organizzata da dall'associazione di promozione sociale Novum. Con il presidente Giorgio Sartini che, nei saluti iniziali, ha svelato anche un inaspettato retroscena. «Avevamo pensato di invitare anche Carlo Cottarelli – ha raccontato - ma quando ha saputo che ci sarebbe stato un contraddittorio con Rinaldi ha declinato l’invito». Rinaldi, accompagnato dall'editorialista del giornale La Verità, Fabio Dragoni, ha ribadito tutti i limiti dell'euro («La moneta unica doveva essere il compimento finale di un’effettiva integrazione, non il mezzo per raggiungerla»), dell'Unione Europea («Abbiamo sistemi fiscali, giudiziari, del lavoro completamente diversi») e della classe politica («Finora abbiamo mandato al parlamento europeo plotoni di gente che non ha fatto i nostri interessi. A maggio ci sono le elezioni europee e sarà un giorno di festa per gli italiani perché ci riprenderemo il Paese: vorrei che il primo atto del nuovo parlamento fosse una mozione di sfiducia a Junker e la nomina di una Commissione rispettosa dei nuovi equilibri»).

L'intervento degli ospiti è stato introdotto da Claudio Piersimoni che ha illustrato l'attuale scenario economico italiano. «È stato stimato – ha detto - che in trent’anni abbiamo pagato la colossale cifra di 3mila miliardi di interessi sul debito pubblico. In queste circostanze a nulla valgono gli sforzi fiscali dell’Italia, che registra da quasi trent’anni avanzo primario, ossia quella situazione, del tutto antisociale, per cui lo Stato incassa più di quanto spende, esclusi gli interessi sul debito pubblico. Per onorare il costo del debito, ossia quell’assurda creazione del denaro dal denaro, vengono sottratte risorse finanziarie per servizi pubblici e sostegno alla popolazione in difficoltà. Dunque, una redistribuzione al contrario, dai cittadini ai mercati finanziari. È tempo di sovvertire dalle fondamenta la costruzione europea».

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