Disservizi sul treno per Roma, il garante scrive al Ministro: «Regione penalizzata»

La missiva provoca la replica del forzista Berardinelli: «Solo ora vi accorgete: dove eravate quando al governo c'era il Pd?»

Treni soppressi, in ritardo. Viaggiare da e per Roma dalle Marche sulla strada ferrata si trasforma spesso in un incubo. Disservizi che nei giorni scorsi sono finiti sulla scrivania del Garante dei Diritti, Andrea Nobili, che ha subito inviato una lettera al ministro Toninelli per segnalare i fatti. Lettera che, per conoscenza, è stata recapitata anche al presidente dell’Autorità di regolazione dei trasporti, Andrea Camanzi; al direttore di Trenitalia, Tiziano Onesti; all’assessore regionale Angelo Sciapichetti. «La tratta Ancona – Roma – specifica il Garante – è tristemente nota per essere stata oggetto negli ultimi anni di continui ridimensionamenti. La ferrovia, inaugurata nel 1866, è a binario unico, mai ammodernata pur essendo una direttrice strategica per il Paese». Nobili fa presente che dal dicembre del 2011 è stata registrata l’eliminazione di diverse corse, tra cui la “coppia di treni” con partenza da Ancona per Roma a metà mattina e con rientro dalla capitale alle 19.30. Difficoltà di collegamento che si sono ulteriormente aggravate quando, nel novembre del 2017, Alitalia ha lasciato l’aeroporto Sanzio e sono venuti meno sei collegamenti giornalieri (3 andate ed altrettanti ritorni), con voli da 68 posti e 90.000 passeggeri l’anno. Nella lettera si passa, quindi, a descrivere l’attuale situazione della tratta ferroviaria, anche alla luce del nuovo orario entrato in vigore lo scorso 10 giugno ed ai cambiamenti apportati sul fronte delle coincidenze. «Il fortissimo ridimensionamento del servizio – scrive Nobili - appare insostenibile e determina gravi ripercussioni sui tanti utenti, operatori economici, lavoratori pendolari e cittadini che necessitano dell’utilizzo di tale servizio”. L’Autorità di garanzia chiede che venga rivisto l’attuale orario ferroviario, evitata ogni ulteriore soppressione dei treni nella tratta Ancona – Roma, ripristinati i collegamenti che sono stati disattivati. E la conclusione: “In una regione già penalizzata da infrastrutture obsolete, è da Paese civile avere treni moderni e con maggiore frequenza».

Dura la reazione del forzista, consigliere comunale di Ancona, Daniele Berardinelli. «Leggo con stupore dell'annuncio urbi et orbi di una lettera inviata dal Garante dei diritti della Regione al Ministro Toninelli per segnalare le disfunzioni della tratta ferroviaria Ancona-Roma – commenta - Accidenti la situazione deve essere crollata negli ultimi tre mesi! Cosa sarà mai successo visto che le condizioni della rete ferroviaria verso Roma sono così da anni? No, perché non mi risulta che abbia scritto la stessa lettera al Ministro dei Trasporti e Infrastrutture dei Governi Renzi e Gentiloni. E si parla anche dell'aeroporto di Falconara, ma non non si sollecita un intervento anche della Regione Marche per l'aeroporto (messo molto peggio della ferrovia perché potrebbe chiudere da un giorno all'altro), Regione che è la principale responsabile della situazione del Raffaello Sanzio. Ma forse una spiegazione c'è, dovrebbe scrivere al Presidente della Regione Ceriscioli, PD e non 5stelle, e probabilmente non è proprio il caso, visto che il posto che occupa lo fa grazie proprio al Partito Democratico.  Giustissimo protestare per una situazione insostenibile, ma era meglio farlo prima con i suoi colleghi di Partito al Governo, anche per avere più possibilità di essere ascoltato. Invece nulla, solo ora questo moto di indignazione, che potrebbe essere scambiato per un volersi ruffianare i vertici regionali del Partito Democratico con attacchi pretestuosi dopo anni di silenzio totale con la stessa situazione. Ma c'è una strada per evitare critiche e sgombrare il campo da ipotesi di strumentalizzazione, basta che faccia ora una lettera a Ceriscioli per la situazione dell'aeroporto, o per la situazione delle ANPAS. Basta scrivere sempre a Ceriscioli un'altra lettera per segnalare la tragica situazione della Sanità marchigiana o per denunciare la tragica gestione del terremoto e della pseudo ricostruzione. Fatti, non strumentalizzazioni, altrimenti rimane solo una sterile propaganda politica che potrà solo essere controproducente per i cittadini marchigiani».

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