Cinghiali, tra agricoltura e incidenti la conta dei danni supera i 2 milioni

Pieroni: «Soldi pagati da tutta la comunità e che potrebbero essere destinati ad altri interventi. Le nostre misure vanno nella direzione giusta»

Foto di repertorio

«Alla luce dei gravi fatti di cronaca nazionale degli ultimi giorni a causa di incidenti provocati dai cinghiali, non posso non sottolineare quanto le misure adottate dalla Regione vadano nella direzione di prevenire simili episodi». È il commento di Moreno Pieroni, assessore regionale alla Caccia che difende i provvedimenti straordinari presi dalla Regione Marche per il contenimento dei cinghiali. Un atto avversato a più riprese dalle associazioni animaliste. «Stiamo vivendo una situazione al limite del paradosso – dice Pieroni - da una parte una tendenza all’aumento dei danni provocati dai cinghiali e dall’altro un possibile stallo del contenimento di questa specie e della riduzione dei danni. C’è un dato che dovrebbe fugare ogni dubbio sull’utilità delle misure adottate dalla Regione in materia di controllo degli ungulati e in particolare della caccia di selezione: oltre ai danni in agricoltura ( per una media di 600-700 mila euro all’anno), l’aumento delle richieste di indennizzo dovute per incidenti nella circolazione stradale a causa della fauna selvatica  che per il 2017-2018 ammontano a 400 mila euro a cui si aggiungono i risarcimenti previsti da sentenze per altri 440 mila euro».

«Somme importanti – aggiunge l'assessore - che paga tutta la comunità e che potevano essere destinate per altri interventi, somme che abbiamo cercato di contenere attraverso un prelievo costante della fauna selvatica nelle zone stabilite, prevedendo un calendario che copre 11 mesi all’anno e con altri interventi per la cattura. Bene, se non si comprende che, a fronte dell’espansione di questa specie a livello europeo, qualsiasi tipologia di blocco andrà a minare gli equilibri così difficilmente raggiungibili e ogni sforzo sarà vano, non avremo più sostenibilità ambientale ma solo maggiori oneri per tutti i cittadini, indipendentemente dalle categorie.  Siamo di fronte ad una vera e propria emergenza che va affrontata con razionalità e buon senso e non a colpi di polemiche politiche, un buon senso anche di qualche associazione ambientalista che finalmente, dopo l’ennesimo grave incidente, propone ora un Piano straordinario per la gestione del cinghiale a livello nazionale e una normativa  sulla gestione della fauna selvatica. Segno che si tratta di un problema reale e grave che riguarda non solo i cacciatori o gli ambientalisti ma tutta la comunità e che la Regione Marche ha affrontato con responsabilità e consapevolezza adottando tutte le azioni idonee – dalla caccia a squadra che è quella più incisiva , fino a quella di selezione, agli incentivi per i recinti, trappole e altre attrezzature – a contenere i danni».

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