Nomina del manager, Comune in mora: «Nessun danno erariale, lavora gratis da anni»

Il sindaco ha spiegato la vicenda legata alla riconferma dell'amministratore unico di Ancona Entrate, per la quale la Corte dei Conti ha chiesto la restituzione di 50mila euro

Foto di repertorio

«Nessun danno erariale, anzi Ancona Entrate ci ha guadagnato perché il suo amministratore unico, dal 2015 in poi, presta servizio a titolo gratuito». Così il sindaco Valeria Mancinelli sulla comunicazione di messa in mora arrivata in Comune lo scorso 18 ottobre da parte della Procura della Corte dei Conti, nella quale si chiede la restituzione di 50mila euro in seguito alla conferma di Lorenzo Robotti al vertice dell’azienda controllata da Palazzo del Popolo. La questione è stata sollevata in aula dal consigliere FdI Angelo Eliantonio, che aveva anticipato una richiesta di accesso agli atti. «Si tratta di un provvedimento cautelativo per evitare che potesse maturare la prescrizione al diritto di chiedere indietro i soldi» ha spiegato il sindaco dopo aver premesso che l’istruttoria non è conclusa e che non c’è traccia, almeno per il momento, di un invito a dedurre o dell’eventuale citazione in giudizio. 

La vicenda 

La vicenda risale all’aprile del 2014 quando il mandato di Robotti come amministratore unico di Ancona Entrate era in scadenza. Il Comune non procedette subito al rinnovo (c’era tempo fino al 30 giugno dello stesso anno), lo fece dopo ben 15 mesi. «Questo successe per una serie di ragioni- ha spiegato la Mancinelli- nel frattempo, a luglio, entrò in vigore una normativa la quale faceva presupporre che forse il presidente uscente, cioè il professor Robotti che nel frattempo era andato in pensione, non potesse essere riconfermato. Facemmo un avviso pubblico in seguito al quale arrivarono solo due autocandidature ritenute non competitive, rinnovammo quindi l’incarico a Robotti nel 2015». L’ipotesi della procura contabile si inserisce proprio nel corso di quell’anno: Robotti, formalmente in pensione, è rimasto in carica senza un mandato formale. Come si è arrivati alla sua riconferma ufficiale nel 2015? Grazie a una norma, ha spiegato la stessa Mancinelli, che successivamente ha chiarito i dubbi interpretativi sulla possibilità di nominare lo stesso manager: «Essendo stata chiarita la normativa per la quale era possibile conferire l’incarico a un soggetto in pensione, purché a titolo gratuito, abbiamo chiesto la disponibilità a lo stesso Robotti e lui ci ha detto di sì. Non solo. Nel 2017 l’abbiamo riconfermato gratis per il mandato ancora in corso». Una mossa che, dice la Mancinelli, ha portato un vantaggio all’erario anziché un danno. «Per statuto il rinnovo di quella carica è triennale – ha detto il sindaco- se avessimo rinnovato il contratto a Robotti nel 2014, quando ancora non c’erano i dubbi interpretativi che si sono creati in seguito, significa che per il triennio successivo avremmo dovuto corrispondere il compenso completo. Avendo proceduto all’incarico nel 2015 invece abbiamo pagato il compenso solo per il primo anno, visto che dal 2015 in poi abbiamo avuto l’amministratore gratis». Il ritardo nella riconferma di Robotti, spiega quindi il Comune, è frutto della mancanza di autocandidature idonee e, soprattutto, di una cautela nell’interpretazione della  norma inizialmente non chiara. L’attesa, ribadisce il sindaco, ha portato a un risparmio piuttosto che a un danno: «Il resto lo vedremo se arriveranno sviluppi della vicenda». 
 

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