Progetti spariti, per la Mancinelli accesso agli atti evaso: ma del project nessuna traccia

Il sindaco Valeria Mancinelli ha risposto in consiglio comunale sulla vicenda legata all'impianto crematorio previsto e mai realizzato al cimitero di Tavernelle

Il progetto dell’impianto crematorio di Tavernelle sparito nel nulla. Un imprenditore interessato ai lavori che ha chiesto senza ottenere, a suo dire, la possibilità di visionare la documentazione inerente il bando a causa del “no” di un dipendente comunale. Cos’è successo intorno all’iniziativa di project financing prevista nel piano triennale delle opere pubbliche 2015-2017? La questione è stata sollevata in consiglio comunale dai consiglieri Francesco Rubini (AIC) e Angelo Eliantonio (Fratelli d’Italia). «L’accesso agli atti non solo non è stato negato- ha risposto in aula il sindaco Valeria Mancinelli- ma c’è stato ed è stato evaso». 

Dal progetto allo stop

«Questa ipotesi era prevista dal 2006- ha spiegato il sindaco Valeria Mancinelli- effettivamente nel 2015 è intervenuta una proposta di project financing ma nel periodo in cui venne a mancare l’architetto Maurizio Agostinelli e nel passaggio di consegne all’ ufficio coordinato dall'ingegner Lucchetti la pratica relativa a questa proposta non venne evidenziata. Nel successivo piano delle opere pubbliche era stata proposta quindi la realizzazione dell’impianto non più tramite project financing ma con una concessione di costruzione e gestione. A quel punto venne fuori l’accesso agli atti della ditta, ma nel frattempo era arrivata una seconda proposta da parte di un'altra ditta, la "CRE.A" sempre di project financing. A seguito dell’accesso agli atti della prima ditta emerse la circostanza che c’era già una precedente proposta. Si bloccò dunque ogni procedimento relativo e venne revocata la previsione di project financing per rimettere a cronologia i diversi interventi». Il sindaco ha spiegato anche che nel frattempo era subentrata la riforma del codice degli appalti, che non consentiva di procedere con le precedenti proposte, se non per quelle che già si trovavano in una fase più avanzata di procedimento: «Contro questo fermo la ditta “CRE.A” fece ricorso al Tar, il quale respinse l’istanza sostenendo che era corretto essersi fermati e semmai ricominciare con un nuovo procedimento». E poi? «Dopo la sentenza però non sono arrivate ulteriori proposte e i ragionamenti che avevamo fatto con altri comuni non avevano portato ad accordi conclusivi. Non essendo quindi una priorità nelle opere pubbliche, seppur utile, non siamo andati avanti». Un «Pasticcio amministrativo» ha replicato Rubini, mentre Eliantonio ha detto che il tema sarà uno dei primi temi di cui sarà chiesto l’approfondimento alla commissione dei lavori pubblici. 

«No chiarimenti in pochi minuti»

Un quadro tecnico, difficile da approfondire e spiegare in modo sintetico. Al punto che la stessa Mancinelli, avvicinata in una pausa del consiglio per ulteriori chiarimenti, ha tagliato corto: « In pochi minuti non è possibile fornire ulteriori chiarimenti, non faccio né l’analisi né un dibattito a mezzo stampa sulle singole pratiche, che sono complesse. Posso fare solo una valutazione di carattere generale». 


 

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