La consigliera comunale recita nello spot, è polemica in aula. Il sindaco: «Non sapevamo»

Il caso è stato portato in consiglio comunale dal capogruppo di Forza Italia Daniele Berardinelli, che ha sollevato un possibile conflitto di interesse

Chiara Censi in una scena dello spot

Una donna ben vestita citofona all’appartamento dell’ipotetico dottor Rossi, è accompagnata da un fantomatico tecnico incaricato di controllare la caldaia. Lei si spaccia per incaricata comunale, è una truffatrice che tiene impegnato il nonnino mentre il suo complice ripulisce i cassetti dai contanti. La messinscena compare nello spot “L’apparenza inganna(GUARDA IL VIDEO), una serie di consigli con cui il Comune di Ancona mette in guardia le persone avanti negli anni dalle modalità di truffa più diffuse. Alcuni particolari hanno però colpito il consigliere di Forza Italia Daniele Berardinelli. Su tutti il fatto che la finta truffatrice, nel filmato, porta il volto della consigliera Pd Chiara Censi. Berardinelli ha portato il caso in consiglio comunale, chiedendo al sindaco Valeria Mancinelli in che modo la Censi fosse stata scelta come interprete da una società che riceve finanziamenti pubblici. Una questione di forma che, per il consigliere di opposizione, è risultata quantomeno inopportuna.

«Non sapevamo»

«Il volto del consigliere nel filmato l’ho visto per la prima volta guardando la presentazione del video alle Muse – ha spiegato la Mancinelli- questo per dire che non c’era stata la benché minima indicazione dall’amministrazione comunale. E’ successo semplicemente che gli uffici hanno commissionato il filmato a una ditta esterna, la quale per contratto non deve dirci prima chi sono gli interpreti dello spot. Le persone sono state scelte liberamente e tra queste persone c’era la consigliera. Per non farne un giallo- ha proseguito il sindaco- ho chiesto alla persona interessata come sia stata contattata, semplicemente è successo che la ditta si è rivolta al signore che interpreta l’anziano truffato (Peppe Bartolucci), lui conosceva direttamente la consigliera e visto che si cercava qualcuno per il ruolo della truffatrice l’ha portata il giorno della registrazione. Inopportuno? Può darsi – ha concluso il sindaco- la situazione è comunque tranquilla». 

«Cosa c'entra la polizia municipale?»

«L’amministrazione comunale fa girare degli spot pagati con soldi pubblici da un’azienda privata e non controlla cosa viene fuori, ci poteva essere qualsiasi cosa- ha replicato a sua volta Berardinelli- l’altra cosa grave è che quando ci sarà da votare il bilancio comunale e si deciderà di affidare i fondi a un capitolo piuttosto che a un altro, non pensa l’avvocato Mancinelli che il consigliere comunale coinvolto in questa situazione possa essere un po' influenzato nella scelta? L’idea sarà venuta anche per caso, ma secondo me è stata sicuramente apprezzata la cosa». L’altro aspetto sollevato da Berardinelli riguarda il messaggio, diffuso nello spot, di contattare i vigili urbani. Nel video compare infatti il comandante Liliana Rovaldi che invita a contattare le forze dell’ordine o la stessa polizia municipale, con immagini del centralino che risponde alla telefonata di emergenza: «Mi lascia perplesso- ha concluso Berardinelli- la polizia municipale non interviene, se c’è una chiamata la gira ai carabinieri o alla polizia. Perché inserire questo messaggio facendo perdere tempo nell’arresto di questi truffatori? Ricorso che per input della stessa comandante la polizia municipale non si occupa di polizia giudiziaria e questo è il modo in cui viene gestita la sicurezza nella nostra città». 
 

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