Il comandante dei vigili: «Non siamo come i poliziotti, ecco perché non vogliamo il taser»

Durante il consiglio comunale aperto alla cittadinanza il comandante dei vigili urbani ha spiegato le ragioni del suo “no” alla dotazione del dissuasore: «Abbiamo attività diverse»

Valeria Mancinelli e Liliana Rovaldi

Taser ai vigili urbani? Il “no” tassativo arriva dal comandante della Polizia Municipale Liliana Rovaldi, che ha presentato le proprie argomentazioni nel corso del consiglio comunale aperto di mercoledì pomeriggio. Il capo dei vigili accoglie la necessità di ulteriore formazione per gli agenti, soprattutto per quanto riguarda la difesa personale, così come la necessità di implementare la piana organica. Su questi due aspetti c’è solo da  aspettare: «Per il 2019 sono già previsti dei fondi che saranno utilizzati per corsi di formazione destinati a tutto il personale, anche per la difesa personale. In quanto all’organico oggi la pianta è composta da 105 unità di cui 12 elementi assunti a tempo determinato, ma entro gennaio ci sarà un concorso per l’assunzione di 15 unità a tempo indeterminato». Figure che però non avranno lo strumento elettrico proposto dalla Lega dopo l’aggressione all’agente lo scorso ottobre lungo corso Garibaldi. «Va fatta una distinzione tra il ruolo di forze di polizia e polizia municipale, noi facciamo un servizio di prossimità e non di antiterrorismo. E’ giusto così, dobbiamo dividerci i compiti, la sicurezza è quello che vogliamo tutti e per questo punteremo sulla formazione» ha spiegato la Rovaldi per sottolineare una differenza di competenze e quindi di armi a supporto. 

«E’ inutile che ci nascondiamo dietro a un dito, abbiamo attività diverse da quelle della Polizia, della Finanza e dei Carabinieri. Questo è gioco forza, perché i controlli non li fanno loro ed è giusto così. Le notizie di reato per abusi edilizi le facciamo noi, tanto che la Procura della Repubblica ci delega ad attività di polizia giudiziaria su questa materia, ed è giusto così, perché ogni forza di polizia deve fare quello che le compete e noi siamo la municipale». Tra le competenze dei vigili il comandante ha citato anche i controlli ambientali eseguiti con attrezzature specifiche come telecamere e fototrappole, ma anche i servizi congiunti con AnconAmbiente e una serie di altre attività: «Controlli sul commercio, con una squadra che quotidianamente controlla i 5 mercati rionali in città e questo non compete alle altre forze di polizia. Tutti gli operatori della municipale fanno servizi esterni per le scuole elementari, l’ufficio verbali gestisce 63.656 sanzioni e abbiamo delle persone che si dedicano ai contenziosi sulle sanzioni. Abbiamo anche una squadra di polizia giudiziaria con un maggiore molto valido e come i suoi agenti, che fino ad oggi ha inviato 125 notizie di reato e trasmesso 2mila notifiche su richiesta delle procure. Atti che in passato venivano affidati a carabinieri e polizia, ora le facciamo noi in modo che le forze di polizia possano fare altri servizi». La Rovaldi ha anche citato le due pattugli che a turno rilevano quotidianamente gli incidenti stradali (sono stati 537 nel 2018 tra cui 252 con feriti, 7 con prognosi riservata, e 1 mortale). Incombenze anche amministrative: «Il nostro ufficio comando gestisce i bandi di gare che riguardano la strumentazione acquistata per agevolare il lavoro della municipalec one telelalser, velox e targasystem (sistema che rileva i veicoli sprovvisti di assicurazione). Sequestrare i veicoli senza assicurazione vuol dire comunque tutelare i cittadini». Poi la conclusione: «Siamo presenti sul territorio e siamo la carta d’identità della città». 

Sulla stessa linea il sindaco Valeria Mancinelli: «La questione è pratica e cioè se alla municipale, che è diversa dalla polizia di Stato, servono le armi oppure no. Io non credo- ha detto il primo cittadino- i cittadini ci chiedono più vigili non per inseguire i rapinatori ma per regolare il traffico, evitare la sosta selvaggia e l’abusivismo degli ambulanti, per far chiudere i locali quando di notte fanno troppa musica. Servono le armi per questo? No, servono più vigili e più addestrati e se c’è da affrontare un ubriaco non lo si fa sparandogli. I vigili hanno già lo spray al peperoncino e il manganello, che sono strumenti proporzionati per affrontare situazioni borderline. Tutte le risorse che dovremmo sprecare per questa bandierina di propaganda li vogliamo usare per formare meglio gli agenti». 
 

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