Caccia, la Regione vara una nuova legge: la partita a tennis prosegue

In risposta alla nuova sospensiva del Tar chiesta e ottenuta dagli ambientalisti, arriva una nuova legge che ripristina l'attività venatoria. In attesa di un nuovo ricorso

Come in una partita a tennis dove ognuno butta la palla al di là della rete e nessuno segna il punto, arriva una nuova legge sulla caccia che ripristina l'attività venatoria dopo la sospensiva bis ottenuta dagli ambientalisti dal Tar. Via libera, dunque e anche stavolta, a maggioranza (favorevoli 17, contrari 6, astenuti 3), alla pdl che "autorizza l'esercizio venatorio nei siti della Rete Natura 2000 secondo le modalità e condizioni indicati dal calendario venatorio vigente". La proposta di legge, ultimo atto in discussione, è stata approvata con votazione per appello nominale richiesta dal consigliere Luca Marconi (Udc) dopo un lungo dibattito dove sono intervenute tutte le forze politiche. In attesa dell'ennesimo, pressoché scontato, ricorso da parte degli ambientalisti.

«Con questa legge – commenta il governatore Luca Ceriscioli - ripristiniamo quella condizione che ha permesso ai cacciatori e al mondo agricolo di trovare l’equilibrio necessario per controllare la fauna e difendere il lavoro nei campi. C’è un’emergenza cinghiali, c’è una legge regionale che stabilisce la validità del Piano faunistico, sono stati svolti tutti i passaggi legislativi e amministrativi in maniera corretta. La legge regionale non verrà dichiarata incostituzionale dalla Consulta perché poggia su presupposti lineari, coerenti e chiari. La Regione ha recepito le richieste del mondo agricolo che sono state introdotte nelle misure esecutive adottate dalla Giunta. In particolare con questa legge permettiamo di riprendere l’attività venatoria, fornendo agli agricoltori strumenti che non sono stati concessi in nessun’altra regione italiana, perché l’emergenza cinghiali è nazionale. Guardiamo agli interessi di tutti, siamo per il controllo della fauna, siamo per la difesa dell’agricoltura e assegniamo agli agricoltori un ruolo complementare nell’azione di prelievo principale condotta dai cacciatori. Senza questa legge ci troveremo ad affrontare un’emergenza peggiore: non possiamo permetterci di lasciare mezza regione in proliferazione». 

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