Bypass ferroviario, Falconara rischia di perdere i Frecciabianca per Roma

Il progetto definitivo prevede anche una nuova stazione di Montemarciano ma il Comune sta investendo per rendere Falconara Stadio un'alternativa migliore per Trenitalia. In ballo circa 90mila passeggeri in partenza l'anno

Il progetto del bypass ferroviario,

Il progetto del bypass ferroviario arriva in Commissione Urbanistica per fare il punto della situazione e al netto delle contrapposizioni tra maggioranza e opposizioni sono numerosi i punti ancora da sciogliere. All'impatto ambientale che avrà l'opera, alle critiche piovute sul sindaco Goffredo Brandoni per le parzialmente mancate compensazioni da parte di Rfi si aggiungono anche i dubbi sul futuro dei collegamenti delle Marche con Roma. Falconara è infatti lo scalo del Frecciabianca per la Capitale. Il treno parte da Ravenna, arriva in centro città lungo la linea Adriatica e poi, tornando indietro, si collega con la linea Romana. Con il bypass questo percorso non avrà più senso. Il nuovo tracciato prevede l'arretramento subito dopo l'area ex Montedison e l'innesto con la linea Romana nei pressi della stazione di Falconara Stadio. Rfi, oltre a risolvere il problema di sicurezza dell'attraversamento della Raffineria Api, conta di abbattere i tempi di percorrenza di 30 minuti. Ma dove si prenderà il treno? Il progetto approvato dal Cipe prevede la realizzazione di una nuova stazione a Montemarciano. Sarà circa un chilometro a nord dell'attuale, tra via dei Gabbiani e via Buglioni. Tuttavia l'opera – 11 milioni di euro – è stata inserita tra quelle non prioritarie e nel frattempo il Comune di Falconara sta investendo sulla stazione Falconara Stadio. Realizzata nel 2005 per la metropolitana di superficie (come Camerano Aspio o Passo Varano) al momento conta una sola pensilina e sparuti viaggiatori ma il Comune intende affiancarle un parcheggio scambiatore da 94 posti auto utilizzando 240mila euro di fondi Aerca. Il primo passo di un potenziamento per renderla appetibile a Trenitalia? In ballo c'è un giro d'affari, generato dai passeggeri in partenza e in arrivo, tutt'altro che irrilevante. La biglietteria di Falconara conta una media giornaliera di 250 viaggiatori in partenza. Oltre 90mila persone l'anno. Senza contare tutti gli arrivi estivi dei pendolari della spiaggia dall'entroterra.

Un fattore finora trascurato. La bagarre è tutta di natura ambientale: i binari attraverseranno il parco del Cormorano, l'Arboreto e una parte dell'ex Caserma Saracini. «Non era il miglior progetto per eliminare i pericoli della Raffineria – attacca Lara Polita di Cittadini in Comune – hanno responsabilità Regione, Ministero ed Rfi ma è anche vero che nei passaggi istituzionali il sindaco da parere favorevole al bypass». Secondo il capogruppo Pd Franco Federici "nel 2009, quando in conferenza dei servizi il progetto preliminare eliminava gran parte delle opere di mitigazione si dovevano puntare i piedi. Il parere andava dato negativo. Ora ci sarà da rincorrere ma si doveva fare meglio all'epoca".

Brandoni ha ripercorso tutto l'iter a partire dal 2002. Compreso un passaggio in consiglio comunale nel 2003 dove il bypass venne approvato dalla maggioranza dell'ex sindaco Carletti e da Forza Italia. C'erano anche lo stesso Brandoni e l'attuale consigliere dem Alessandro Giacchetta. Unici astenuti: Verdi, Rifondazione Comunista e l'attuale assessore ai Lavori Pubblici, Matteo Astolfi, all'epoca consigliere di minoranza nel gruppo di Alleanza Nazionale. «Questi sono progetti nazionali – ha detto Brandoni – il parere dei Comuni non è vincolante. Io ne ho preso atto e ho cercato di trovare compensazioni migliori per la città. Ricordo a tutti che con la terza corsia della A14 il Comune di Falconara non ha ottenuto nessuna compensazione. Ancora la partita non è chiusa. Continueremo a chiedere le compensazioni e saremo attenti a tutti i suggerimenti che arriveranno dai cittadini, dai consiglieri, dai comitati. Il mio impegno è stato quello di portare a casa più compensazioni possibile. Vedremo le risposte». «Quando ci siamo insediati, nel 2008, abbiamo incontrato tutti i soggetti interessati per un arretramento globale – ha invece ricordato l'assessore Astolfi – un progetto che secondo noi andava perseguito. Rfi chiedeva in cambio terreni edificabili per sostenere l'opera. Noi eravamo d'accordo. Ancona, no. Per questo non se ne fece nulla. Questo bypass rende l'arretramento pressoché impossibile ma queste sono tutte considerazione tardive che andavano fatte nel 2003. I tentativi di attribuirci colpe sono risibili e non trovano riscontro nelle carte».

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