Il consiglio comunale alza il muro contro Rfi, tutta l'aula vota contro le barriere antirumore

Il consiglio comunale ha votato all'unanimità la delibera che boccia il progetto Rfi, un "no" motivato in cinque punti

Le barriere fonoassorbenti

La politica anconetana unita contro le barriere antirumore che Rfi vorrebbe installare lungo la tratta ferroviaria tra Ancona e Falconara togliendo la vista del mare a entrambe le città. L’ultimo consiglio comunale ha approvato all’unanimità la delibera con cui maggioranza e opposizione bocciano il progetto. Il parere negativo sarà ora trasmesso alla Regione Marche prima e al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti poi. 

Cinque motivi per il “no” 

La deliberà è stata approvata da tutti i 28 consiglieri presenti alla seduta di lunedì mattina e ribadisce quanto già sottoscritto dalle Amministrazioni di Falconara e Ancona nel documento di indirizzo siglato lo scorso 21 gennaio. Il progetto, si legge nel documento, “è insostenibile per il territorio e risulta carente sia per la mancata valutazione di possibili soluzioni alternative, ma anche per la mancata verifica degli effetti che le barriere antirumore possono produrre sulle altre matrici ambientali, sulla salubrità e sui settori di governo del territorio”. Più specificatamente, la delibera si fonda cinque impatti ritenuti negativi. In primis quello visivo e ambientale perché, si legge nel documento appena approvato, “la soluzione progettuale condiziona pesantemente la fruizione del territorio e la programmazione urbanistica. Dal momento che Ancona non dispone di una viabilità di lungomare l’unica possibilità di percepire la presenza del litorale e del mare si ha percorrendo la via Flaminia”. Secondo punto: l’intervento, sostiene il Comune, danneggerebbe il patrimonio edilizio risalente al primo ‘900 tra Falconara e Palombina Nuova, unico esempio di architettura liberty a contatto con il mare. Punto tre: immobili e turismo. Il consiglio ha stimato un effetto negativo sul valore degli edifici residenziali e degli alberghi con tutto ciò che ne conseguirebbe come ricettività turistica. Punto quattro: qualità della vita. Il progetto, si legge nella delibera, non tiene in considerazione l’effetto barriera rispetto al ricircolo d’aria tra mare e costa con un cenno particolare ai residenti che vivono tra la ferrovia e la Flaminia: “per i quali attualmente l’unico ricircolo d’aria proviene dal lato mare”. L’ultimo punto riguarda la riqualificazione urbana: l’intervento, dice il Comune, condizionerebbe tutti i progetti in programma per la riqualificazione della fascia costiera. Tra le proposte presentate c'è quella di ridurre il rumore tramite "il rinnovo dei materiali rotabili e dei treni circolanti" e l'applicazione di interventi di risanamento solo nei punti della linea  che ricevono una quantità di rumore oltre i limiti di legge.

L’emendamento respinto 

La lista civica 60100 aveva presentato un emendamento con cui si chiedeva di integrare la delibera con un passaggio specifico, cioè quello di valutare l’arretramento della tratta ferroviaria per liberare la costa e permettere una maggiore velocità commerciale dei treni. Proposta respinta con 15 voti contro 11: «Prima bisogna risolvere i problemi fattibili in breve tempo, del resto se ne può riparlare» ha spiegato il capogruppo comunale Pd Michele Fanesi motivando il voto contrario. 

Le reazioni

L’approvazione è stata anticipata da diversi consiglieri durante la fase delle dichiarazioni di voto, precedente alla votazione effettiva. Per Daniela Diomedi (M5S) il progetto è segno di: «Poca lungimiranza da parte di Rfi», per Francesco Rubini (Altra Idea di Città) il “no” di Palazzo degli Anziani: «E’ il segno che si possono costruire mobilitazioni utili capaci di portare al dialogo costruttivo, cosa che purtroppo non è accaduta per la stazione marittima. Mi auguro che l’attenzione al territorio dimostrata in questo caso ci sia anche nei progetti futuri come ad esempio quelli che riguardano il porto». Soddisfatto anche Daniele Berardinelli (FI): «E’ un progetto che trasformerebbe in camere a gas le case lungo la ferrovia, porterebbe all’ esproprio dei piccoli giardini sul retro delle case, farebbe crollare il valore degli immobili, aumenterebbe il rumore del passaggio continuo di auto e Tir, costringerebbe i residenti ad affacciarsi alle finestre davanti ad un muro anziché poter guardare il mare. Ringrazio il Comune di Falconara che ha portato avanti questa battaglia a cui poi ci siamo accodati, nonostante il tentennamento dei nostri amministratori. Ora la competenza si trasferisce in Regione per la Conferenza dei Servizi e poi al Ministero, per cui l’impegno dovrà continuare per impedire che il nostro territorio venga sfregiato da un’opera osteggiata per primi proprio dai cittadini che pensa di tutelare, mentre invece danneggerebbe ancora di più la loro salute». 
 

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