Banche, Giuliodori (M5S): «Si poteva evitare il disastro»

A margine della sentenza della Corte UE sul salvataggio della Popolare di Bari, la voce perentoria del deputato 5stelle di Osimo

Paolo Giuliodori

«La sentenza del Tribunale Ue sulla questione del salvataggio della Popolare di Bari rappresenta un fatto di portata storica. La sentenza sancisce infatti la condanna definitiva sulle politiche portate avanti in questi anni dall’UE in tema di banche». Queste le parole di Paolo Giuliodori, il Deputato 5 stelle osimano in Commissione Finanze, a commento della sentenza della Corte UE sul caso Tercas-Popolare di Bari, che ha riconosciuto la posizione italiana sul fatto che il sostegno del Fondo interbancario (Fitd) non fosse “aiuto di Stato”, smontando per intero l'impianto accusatorio della Commissione Ue. 

«Oggi il Tribunale europeo ha annullato la decisione della Commissione del 2015, che aveva bloccato l’intervento del Fondo di tutela dei depositi per il salvataggio di Tercas. Il Fitd voleva intervenire su Tercas, ma la Commissione lo vietò espressamente, in quanto “aiuto di Stato”. Una mossa – spiega il Deputato – che ha poi avuto effetti a catena, impedendo poi il salvataggio anche degli altri istituti, come Banca Etruria o la nostra Banca Marche. Una decisione, quindi, che ha di fatto ha aggravato notevolmente la crisi bancaria italiana. Una posizione ideologica, profondamente sbagliata, che ha prodotto gravissimi danni economici e politici non solo all’Italia, ma all’Europa intera». 

Infatti la mossa di Bruxelles non aveva bloccato solo Tercas, ma anche altri salvataggi in corso, tra cui quelli della CaRiFerrara, Banca Marche e Banca Etruria, dove il Fitd era pronto a intervenire. «Eppure l’intervento in favore di Tercas era stato concesso da un ente privato, il Fitd, che aveva agito in modo autonomo. Lo certifica la Corte UE. Quindi – commenta Giuliodori –  si sarebbe potuto e dovuto agire in modo differente, come in effetti il MoVimento 5 Stelle ha sempre detto in questi anni. Il Fondo poteva intervenire anche sulle quattro banche. Pensiamo a quanto accaduto alla nostra Banca Marche. Ecco: tutto questo non sarebbe successo, avremmo evitato il disastro». 

D’altronde nel 2015 l’Italia stava lavorando a uno stanziamento di circa 2 miliardi per evitare il collasso delle quattro banche in questione. E ovviamente il divieto della Commissione fece saltare tutti i piani. «Ma ora – afferma il parlamentare pentastellato – la Corte Ue ci dice che il divieto posto da Bruxelles non era legittimo. Un divieto da cui è derivata l’azzeramento dei risparmi e della fiducia dei risparmiatori italiani. Un errore che ha di fatto imposto il fallimento delle banche italiane. Un fatto gravissimo, imperdonabile». 

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«Adesso – conclude Giuliodori – è il momento di pensare al risarcimento dei risparmiatori truffati, per i quali abbiamo stanziato 1,5 miliardi di euro. Auspichiamo fortemente che la Commissione UE, in virtù di questa sentenza, non ostacoli il nostro piano di risarcimento dei risparmiatori italiani. Inoltre, attendiamo una messa in discussione delle attuali regole europee sulle crisi bancarie, che non hanno fatto altro che danneggiare i risparmiatori». 

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