Democrazia digitale: "Subito online lo stato patrimoniale dei politici!"

L’Associazione Democrazia Digitale ha rivolto un pubblico appello a tutti i Sindaci dei Comuni marchigiani con almeno 15000 abitanti affinché sia attuato l'art. 41-bis del Testo Unico degli Enti Locali, (decreto legislativo 18 agosto 2000, n.267), così come modificato dalla Legge 7 dicembre 2012, n. 213. Con questa iniziativa ci prefiggiamo di assistere gratuitamente i Comuni interessati nel complesso percorso di adeguamento ai nuovi dettami normativi, certi che l’introduzione di un sistema di accesso alla trasparenza amministrativa serva essenzialmente a riavvicinare il cittadino alla vita pubblica, quindi a ricreare il legame tra l’eletto e l’elettore, ricostituendo quel circolo virtuoso per cui il cittadino ritorna ad occuparsi di politica in quanto finalmente informato e dunque effettivamente messo in grado di scegliere - come spiegato da Francesco Ciclosi, Presidente dell’Associazione Democrazia Digitale.

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di AnconaToday

COMUNICATO STAMPA

Associazione Democrazia Digitale

Comuni con almeno 15000 abitanti: sia subito pubblicato su Internet lo stato patrimoniale dei politici!

Democrazia Digitale lancia il Sistema Locale di Accesso alla Trasparenza Amministrativa

L'Associazione Democrazia Digitale ha rivolto un pubblico appello a tutti i Sindaci dei Comuni marchigiani con almeno 15000 abitanti affinché sia attuato l'art. 41-bis del Testo Unico degli Enti Locali, (decreto legislativo 18 agosto 2000, n.267), così come modificato dalla Legge 7 dicembre 2012, n. 213.

Tale norma prevede, introducendo anche sanzioni pecuniarie fino a 20000 euro in caso di inosservanza, la pubblicazione sul sito Internet del Comune dello stato patrimoniale dei titolari di cariche pubbliche elettive e di governo; ovvero: dei dati di reddito e di patrimonio con particolare riferimento ai redditi annualmente dichiarati; dei beni immobili e mobili registrati posseduti; delle partecipazioni in società quotate e non quotate; della consistenza degli investimenti in titoli obbligazionari, titoli di Stato, o in altre utilità finanziarie detenute anche tramite fondi di investimento, sicav o intestazioni fiduciarie.

A tal proposito, l'Associazione Democrazia Digitale, regolarmente iscritta al registro regionale delle Marche O.D.V. sezione socio assistenziale e tutela dei diritti, che ha per oggetto la diffusione della cultura della trasparenza e dei dati aperti (open data) nei più ampi strati della società civile, nonché la conseguente difesa e tutela dei diritti civili di ogni cittadino e l'attuazione dell'Agenda Digitale Italiana, ha predisposto un apposito modello tecnico-normativo delineato mediante "semplice" modifica allo Statuto del Comune, onde provvedere a definirvi le finalità, lo scopo, le caratteristiche, nonché i meccanismi sanzionatori del Sistema di Accesso Locale alla Trasparenza Amministrativa (S.A.L.T.A.).

Operativamente parlando, il S.A.L.T.A. si configura come uno speciale sistema informativo automatizzato, atto a raccogliere e, quindi, a presentare ai cittadini quanto previsto dalla vigente normativa; mentre, da un punto di vista contenutistico il Sistema di Accesso Locale alla Trasparenza Amministrativa, dovrà raccogliere centralmente in un'unica locazione tutte le informazioni, sia relative ai soggetti che si candidano a ricoprire incarichi elettivi o direttivi nei vari enti locali, sia inerenti ai dati dei vari enti autonomi.

Con questa iniziativa ci prefiggiamo di assistere gratuitamente i Comuni interessati nel complesso percorso di adeguamento ai nuovi dettami normativi, certi che l'introduzione di un sistema di accesso alla trasparenza amministrativa serva essenzialmente a riavvicinare il cittadino alla vita pubblica, quindi a ricreare il legame tra l'eletto e l'elettore, ricostituendo quel circolo virtuoso per cui il cittadino ritorna ad occuparsi di politica in quanto finalmente informato e dunque effettivamente messo in grado di scegliere - come spiegato da Francesco Ciclosi, Presidente dell'Associazione Democrazia Digitale.

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