Gli animalisti contro l'assessore: «Favorisce la lobby dei cacciatori»

L'Oipa contro l'assessore regionale Moreno Pieroni per il ripristino del calendario venatorio dopo l'ordinanza del Consiglio di Stato

Moreno Pieroni

Animalisti in trincea contro l'assessore regionale alla Caccia, Moreno Pieroni, sulla vicenda del calendario venatorio. Sospeso dal Consiglio di Stato, ripristinato grazie ad emendamenti che hanno aggirato l'ordinanza dei giudici amministrativi, il calendario è ora vigente e aperto anche ai siti Natura 2000 per alcune specie come, ad esempio, i cinghiali. L'Oipa, però, non ci sta. e attacca. «L’approvazione di questa legge della Regione Marche - scrive l'associazione - è l’ultimo capitolo di un acceso dibattito che si focalizzava non solo sull’assenza, per la regione Marche, di un benché minimo Piano Faunistico Venatorio, reso obbligatorio dalle direttive nazionali e fondamentale per un’adeguata pianificazione che non metta a repentaglio la fauna selvatica, ma anche perché permetteva alle doppiette dei cacciatori di sparare nelle aree “Natura 2000”, una rete ecologica istituita dall’Unione Europea volta alla conservazione e al mantenimento degli habitat naturali e delle specie, animali e vegetali, a rischio estinzione». Pieroni è accusato di favorire i cacciatori e, nel mirino, è finita una lettera indirizzata dallo stesso alle associazioni venatorie. Nella missiva Pieroni, nello spiegare cosa è stato deciso da Palazzo Raffaello, si rivolge ai destinatari iniziando con un "Caro amico cacciatore" che non è passato inosservato.

Una lettera, per l'Oipa «in totale spregio non solo di tutte le vittime animali ed umane (causate dai sempre più frequenti ed insensati incidenti di caccia) che segnano ogni stagione venatoria, ma soprattutto in riferimento alla fauna selvatica quale patrimonio indisponibile dello Stato, tutelata nell'interesse della comunità nazionale ed internazionale. In tal modo l'Assessore Pieroni ha utilizzato la sua carica pubblica non per tutelare un interesse generale della collettività prevalente, ma per incentivare un interesse dei pochi praticanti l'attività venatoria, in totale spregio degli interessi di associazioni, cittadini e di quei valori fondamentali di tutela dell'ambiente e del territorio che lui stesso, come rappresentante del volere popolare, sarebbe chiamato a salvaguardare». Critico anche Gianni Maggi, capogruppo del Movimento 5 Stelle in Regione, per il fatto che Pieroni nella lettera fa i nomi di chi ha votato contro il provvedimenti: i pentastellati Maggi, Pergolesi, Fabbri e Giorgini più l'ex grillino, ora gruppo misto, Bisonni. «Pieroni, l'amico dei cacciatori - dice Maggi - ha scritto loro una lettera indegna di un Assessore regionale, rendendosi così protagonista di una vergognosa intimidazione nei confronti dei Consiglieri del Movimento 5 Stelle che hanno espresso liberamente e in coscienza il loro voto. Ma il povero amico Pieroni non sa che io non mi lascio intimidire da nessuno, tantomeno da lui».

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