Ancona come Palermo e Napoli: si tenta di sospendere il Decreto Salvini

Un ordine del giorno presentato da Rubini (Altra Idea di Città) in vista del consiglio comunale straordinario sulla sicurezza

Francesco Rubini

Sulla scia nazionale della rivolta dei sindaci contro il decreto Salvini, anche ad Ancona si discuterà la disapplicazione del contestato articolo 13. Quello, ovvero, che impedisce ai possessori di permesso di soggiorno l'iscrizione alle anagrafi comunali che in questi giorni vede contrapposti i sindaci di Palermo e Napoli, Orlando e De Magistris, in testa contro il capo del Viminale. Con tutto ciò che ne consegue: impossibilità di ottenere la residenza e quindi di accedere al sistema scolastico e ai servizi sanitari. L'occasione è data dal deposito, da parte del consigliere comunale Francesco Rubini (Altra Idea di Città) di un ordine del giorno che impegna il sindaco in questo senso. Data, se sarà dato il via libera dalla conferenza dei capigruppo, il 14 gennaio, giorno in cui è stato fissato il secondo tempo del consiglio comunale straordinario dedicato alla sicurezza.

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«Ne ho chiesto la discussione contestuale – spiega Rubini – visto che c'è attinenza tra il tema della sicurezza e la mia mozione. Proprio come hanno già fatto importanti primi cittadini quali Orlando e De Magistris, rispettivamente a Palermo e Napoli, chiediamo a questa giunta di applicare la Costituzione e il diritto internazionale contro gli abusi del governo Salvini - Di Maio». Il consiglio comunale, sempre su proposta di Rubini, si era già espresso per la sopensione del decreto. «L'applicazione dell'articolo 13 – si legge nel documento – è una violazione di diritti fondamentali è in aperta contraddizione con il diritto internazionale e con la Costituzione della Repubblica Italiana e determinerebbe la fuoriuscita di decine di persone dal sistema di controllo e tutela pubblica producendo una situazione di irregolarità, insicurezza e instabilità in antitesi con gli obiettivi del Decreto».

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