Primo Piano Festival, città rivali ma soluzioni comuni per Mancinelli, Castelli e Ricci

Ancona, Ascoli e Pesaro accantonano gli storici campanili e dialogano sui progetti di riqualificazione delle loro periferie: realtà simili pur in contesti differenti

I sindaci Valeria Mancinelli, Guido Castelli e Matteo Ricci a confronto

Come togliere a un sindaco il campanile? Basta arrivino fondi dallo Stato a patto che ci siano per tutti. Un po' questa l'aria che si respirava dalle parti del Mercato Coperto del Piano a "Quando la periferia si fa centro", forum tra i primi cittadini di Ancona, Ascoli e Pesaro all'interno del programma di Primo Piano Festival, la settimana di eventi che sta ravvivando il quartiere Piano San Lazzaro in questi giorni. Via, dunque, la rivalità. Non ci sono pesaresi contro anconetani contro ascolani ma cittadini che hanno esigenze comuni, realtà simili in contesti differenti. E, soprattutto, ci sono i fondi del Bando Periferie. Soldi che ad Ascoli serviranno per il quartiere Monticelli, definito dal sindaco Guido Castelli «vitale ma incasinato, vogliamo legarlo al centro storico con un percorso ciclopedonale lungo il Tronto». Che a Pesaro andranno in via dell'Acquedotto, la zona della stazione dove Matteo Ricci ha avuto il suo bel daffare con gli insediamenti abusivi dei rom. «La gente – racconta Ricci - non frequentava quella zona perché c'era un sito di raccolta della differenziata e la puzza era molto fastidiosa. Non essendoci nessuno, ci andavano i rom. Sono stato molto criticato, anche da sinistra, quando li facevamo sgomberare. Ora abbiamo spostato il sito di stoccaggio in zona industriale e con i finanziamenti faremo rivivere quel luogo con tante attività: un parco avventura, spazi per fare musica e teatro, una bocciofila, parcheggi e una pista ciclabile di collegamento al resto della città». E Ancona? Valeria Mancinelli ha fatto il riepilogo delle opere pubbliche che saranno destinate a riqualificare l'ingresso nord del capoluogo regionale. 

Lente d'ingrandimento, quindi, da Palombella agli Archi. Dall'ex Dreher, da demolire per realizzare un'area verde attrezzata collegata con il parco Belvedere di Posatora, al recupero dell'ex Fornace Verrocchio da destinare a parcheggio (250 posti) per la stazione, capolinea dei bus extraurbani e partenza di quelli urbani. E poi gli Archi, da sottoporre a restyling, come anche la passeggiata di via XXIX Settembre e via Marconi lato mare. Più il complesso dei 127 appartamenti del comprensorio via Pergolesi – via Marchetti. «Lì occorre anche un restauro sociale – ha detto la Mancinelli – ma abbiamo trovato un protagonismo unico. L'intervento sarà coofinanziato al 20% dai residenti che si sono uniti in un supercondominio. Il Piano? Stiamo tranquilli gli operatori commerciali. Entro la fine dell'anno sarà presentato il progetto di recupero del mercato coperto ma qui abbiamo deciso di intervenire con altre modalità. Il recupero del fronte nord, che per noi va da Palombina Nuova alla Lanterna Rossa, potevamo farlo solo con ingenti finanziamenti pubblici». Soldi pesanti come l'anteprima, che è riuscita a prendere Ancona, con gli 8 milioni a fondo perduto del Piano delle Città, interamente destinati a terminare il recupero della Mole Vanvitelliana. Il tutto perché, come dice Ricci «la sicurezza urbana si fa anche con questi interventi urbanistici. I sindaci la fanno tutti i giorni: più illuminazione pubblica, edifici degradati da riqualificare e, soprattutto, dobbiamo portare vivacità nelle nostre città». Anche se, avverte Castelli, «vanno bene le disponibilità economiche per progettare ma non dobbiamo trascurare l'aspetto delle manutenzioni altrimenti rischiamo di aumentare il degrado».

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