«Commissione d'indagine subito», Altra Idea di città lancia un appello alla maggioranza

«La Commissione serve a tutti, non solo a noi, ma anche alla maggioranza e alla città. Non è possibile fare il gioco del “non vedo, non sento e non parlo”» ha detto il consigliere Francesco Rubini

Da sinistra Lidia Mangani, Francesco Rubini e Alessio Moglie

Garantisti sempre, saranno i processi in tribunale a stabilire se ci saranno state responsabilità penali. Ma resta grave quanto emerso dall’inchiesta della Procura di Ancona “Ghost jobs”, che ha portato a 5 arresti, tra cui il geometra Simone Bonci in carcere, e 30 indagati nel Comune dorico per presunte tangenti in cambio di favori negli appalti pubblici. Motivo per cui si chiede con fermezza una Commissione di indagine, controllo e garanzia. Così, a conclusione dei lavori dell’assemblea pubblica straordinaria, Altra Idea di città” si appella alla maggioranza del consiglio, affinché qualcuno si sganci dal “blocco” e abbracci la causa delle opposizioni. «La Commissione serve a tutti, non solo a noi, ma anche alla maggioranza e alla città». Non è possibile fare il gioco del “non vedo, non sento e non parlo” - ha detto il consigliere comunale di Aidc Francesco Rubini - se ci sono notizie certe sul coinvolgimento di politici e assessori nell’inchiesta, il sindaco Mancinelli dovrà riferire passo dopo passo alla città tutta. Si può essere innocenti sul piano giudiziario, ma questo non significa che non vi siano responsabilità politiche sul controllo del lavoro dei dipendenti comunali comunali. Magari saranno tutti innocenti e ce lo auguriamo, ma se ci fosse anche solo un chiaro malfunzionamento o malagestione della macchina comunale, il sindaco ne risponderà pubblicamente».

Così in una conferenza stampa tenutasi stamattina, Altra Idea di Città rilancia l’ipotesi della Commissione che, già lo scorso consiglio comunale, era stata respinta da alcuni esponenti di maggioranza, su tutti Giangiacomi e Fazzini. Il motivo? Non serve perché c’è già una inchiesta di Polizia e Municipale. «Chi pensa che la Commissione politica voglia supplire l’inchiesta della magistratura, o non ha studiato il regolamento del consiglio comunale o è in malafede» ha detto rubini. In effetti la Commissione può essere chiesta dal Presidente del consiglio comunale o da un terzo dal consiglio e le opposizioni, unite nel chiedere l’intervento di un Commissione, arriverebbero al quorum. Dopo però la proposta deve passare attraverso una Commissione consiliare, che ha solo valore consuntivo e poi dovrebbe essere votata nell’aula di Palazzo degli anziani dove, una maggioranza compatta e stratta intorno alla figura della Mancinelli, non consentirebbe mai il nulla osta. Poi c'è la questione del nuovo assessore Polenta all'ambiente, una mossa inopportuna e «di cui non sentivamo proprio il bisogno». 

Dunque Altra Idea, che rifiuta il concetto di mela marcia ed è convinta che la logica dell’accentramento di potere si sia dimostrato fallimentare, chiede l’intervento urgente di un gruppo di politici per verificare quanto accaduto. Lo ha spiegato Lidia Mangani: «E’ utile per rispondere ad una serie di quesiti: ci sono incapacità o peggio nella gestione della macchina organizzativa del Comune? Il sistema di affidamento degli appalti ha delle falle? Premesso che il tema delle manutenzioni è preminente ad Ancona, è normale che il Comune si sia privato di di chi fa lavori manuali e per ogni minima cosa si affida a ditte esterne?».

Anche perché, altrimenti, si minimizza e, come ha spiegato Loretta Boni «minimizzare è un grave errore perché, se passa il messaggio per cui non è grave il fatto che per le manutenzioni non ci sono mai i soldi, ma poi dietro c’è la falla dove passa di tutto e di più, si mette ancora di più in pericolo la fiducia dei cittadini verso le istituzioni». 

Fiducia minata anche dall’ultima mossa della Mancinelli: quella di tentare di modificare il regolamento comunale nella parte della tutela legale per i dipendenti, allargandola anche agli amministratori. «Non è tanto il fatto in sé, quando il modo e i tempi in cui è stato fatto - ha detto Alessio Moglie - perché dà proprio l’idea di chi, invece di ammettere che c’è stato un problema, stringe ancora di più il cerchio intorno ai politici che guidano la città». 

E allora si lavorerà per avere questa Commissione, ma se la Mancinelli, come ha abituato i suoi avversari politici da 6 anni a questa parte, non dovesse concedere un passo, alzando il solito muro di gomma, allora si passerà al piano B. «Chiederemo una serie di accesso agli atti e ci metteremo noi, al servizio dei cittadini, a capire che cosa possa essere andato storto. Intanto continuiamo a seguire le evoluzioni dell’inchiesta» ha concluso Rubini. 

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