Celiachia a scuola, quando il nemico è invisibile: il test e i dati

Il progetto ha esaminato la frequenza attuale di celiachia conclamata e di autoimmunità celiaca nella popolazione in età scolare

foto di repertorio

Celiachia in età evolutiva nelle scuole di Ancona, Università Politecnica delle Marche e Cariverona tirano le somme. Il progetto, cofinanziato proprio da Cariverona e coordinato dalla Clinica Pediatrica dell’Univpm, ha concluso il suo percorso di screening relativo alle annualità 2015 e 2016. Gli scopi primari del progetto erano valutare la frequenza attuale di celiachia conclamata e di autoimmunità celiaca nella popolazione in età scolare nelle due città, valutare la proporzione dei casi di “celiachia sommersa” e verificare un aumento della frequenza di celiachia in età pediatrica rispetto ai dati degli anni ‘90, tenendo conto del miglioramento delle tecniche diagnostiche.

I risultati dell'indagine sono stati presentati dalla Dott.ssa Simona Gatti, dalla Dott.ssa Maria Elena Lionetti e dal Prof. Carlo Catassi della Sod di Clinica Pediatrica dell’ Università Politecnica delle Marche. La Clinica è stata il centro di coordinamento dell’indagine condotta nelle scuole primarie delle città di Ancona (Comune) e Verona (zona est della provincia) e rivolta agli studenti di età compresa tra 5 e 10 anni (1°-4° elementare). Il test consisteva nel prelievo di una goccia di sangue capillare dal dito e l’analisi genetica (ricerca HLA) con un tempo di analisi di 90 minuti circa svolto presso Celiac Gene Screen (Biodiagene, Palermo). Sono stati invitati a partecipare 5705 bambini, 23 di questi, pari allo 0,4%, avevano già una diagnosi di celiachia. 4570 bambini (80% degli invitati) hanno aderito ed effettuato il prelievo per HLA (2414 ad Ancona e 2156 a Verona), il 52% di questi sono maschi e l’età media è di 8 anni. Dei 4570 sottoposti al prelievo genetico 1960 (43%) sono risultati positivi (geneticamente predisposti, che non vuol dire essere malati). Si è passati al 2° livello di indagine con un prelievo venoso per la valutazione degli anticorpi. Sono stati effettuati 1706 prelievi per TTG IgA e IgA di questi 54 soggetti sono risultati positivi. Infine si è giunti al 3° livello di indagine per la conferma diagnostica con il risultato di 43 diagnosi confermate e 11 soggetti in follow-up. Sono quindi in totale 54 le nuove diagnosi di celiachia (1,3%) e 23 diagnosi già note di celiachia (0,4%) che dimostra che ancora oggi più di 2/3 delle diagnosi rimangono non riconosciute. Presenti alla conferenza stampa il Rettore della Politecnica Sauro Longhi, Michele Caporossi Direttore Generale AOU Ospedali Riuniti di Ancona, il Prof. Carlo Catassi coordinatore scientifico del progetto e il Comm. Giampaolo Giampaoli della Fondazione Cariverona.

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