Da migranti a cittadini con i corsi online: parte il progetto “Ti accompagno io”

Il progetto è stato avviato dalla Commissione Territoriale per il Riconoscimento della Protezione Internazionale di Ancona, Comune e Università

Foto di repertorio

Si chiama “Ti accompagno io” ed è un progetto che vuole trasformare l’accoglienza in inclusione attraverso la rete. All’atto pratico è un corso online, con tanto di verifiche, destinato ai minori non accompagnati dai 15 anni in su, ospiti nelle strutture di accoglienza delle Marche. Si realizza nell’ambito di una convenzione quadro firmata questa mattina da Maria Virginia Rizzo, Presidente della Commissione Territoriale per il Riconoscimento della Protezione Internazionale di Ancona, Sauro Longhi, Rettore dell’Università Politecnica delle Marche ed Emma Capogrossi, assessore comunale alle Politiche Sociali. La necessità nasce dalla necessità di formare e informare i giovani arrivati in Italia sui loro diritti e i loro doveri, ma anche sull’accesso ai servizi essenziali tra cui quello sanitario. In pratica un vero e proprio percorso in cui i ragazzi vengono, appunto, accompagnati dall’essere immigrati a cittadini consapevoli.  ««Durante le nostre interviste ci siamo resi conto che le informazioni non erano capillari da poterci permettere di lavorare bene- ha spiegato la Rizzo- i giovani ai quali è rivolto questo progetto domani potrebbero essere i nostri dirigenti o i nostri professori quindi dobbiamo pensare a formarli per creare una generazione nuova». 

Il corso 

I dettagli del corso sono stati presentati da Giulia Bettin, docente di Economia Politica all’Università Politecnica delle Marche e Sandra Magliulo, rappresentante dell'Alto Commissariato delle Nazioni Unite distaccata presso la Comissione di Ancona. «Il progetto nasce dalla collaborazione tra queste tre istituzioni, ma nel corso del tempo e a seconda degli argomenti potranno essere coinvolte altre istituzioni come ad esempio il Tribunale dei Minori». Si tratta di un corso online con il know-how e la tecnologia fornita dall’Università, quindi a costo zero. I destinatari potranno accedere da smartphone e pc, se non li hanno a disposizione potranno utilizzare gli apparati messi a disposizione dal centro Informagiovani di piazza Roma. Ci saranno video lezioni realizzate da pari età per una questione di parità comunicativa: «Alle spalle però ci sarà il lavoro dell’Università e della Commissione» ha spiegato la Bettin. I corsi verteranno su geografia basilare, diritti e doveri stabiliti nella Costituzione, conseguenze delle trasgressioni alle leggi, il percorso di richiesta di protezione internazionale, assistenza sanitaria, funzionamento del sistema scolastico e la mappa delle attività culturali, associative e sportive presenti nel territorio. «L’obbiettivo è portare tutti questi ragazzi all’università e farli laureare- ha detto Longhi- abbiamo bisogno di laureati anche a fronte del calo demografico. Senza università e conoscenza non c’è crescita, ma servono le aule piene di studenti». Emma Capogrossi ha citato Ancona come una città geneticamente votata all’accoglienza: «La nostra comunità per la sua storia si è sempre confrontata con il fenomeno dei flussi migratori e oggi tante famiglie hanno scelto di restare a vivere qui». La prova sta nei numeri: «Quasi il 14 % delle famiglie straniere ha scelto di restare in città rispetto alla media nazionale che è del 9%». 

I dati 

La firma dell’accordo è stata anche l’occasione per presentare alcuni dati sui flussi migratori che riguardano le Marche e Ancona. Spiccano quelli sulle potenziali vittime di tratta di esseri umani: nel corso del 2018 nella regione sono state ritenute presunte vittime 111 persone (63,47%), perlopiù donne nigeriane, di cui 34 in provincia di Ancona (30 sono donne  provenienti dalla Nigeria). Nel 2019 sono state invece 44 le potenziali vittime di tratta nelle Marche, di cui 6 si trovano in provincia di Ancona (5 nigeriane e un’ivoriana). In quanto a minori non accompagnati, le Marche ospitano ad oggi 187 ragazzi.


 

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