"Anche questa è Jesi": Olmi illustra ancora la città 40 anni di distanza

L'opera fa seguito ad un libro di 40 anni fa che si intitolava "Questa è Jesi". A distanza di anni Olmi racconta con i suoi disegni la nuova Jesi: moderna, variegata, multietnica

“Più giro il mondo, più mi sento italiano; più giro l’Italia e più mi sento marchigiano; più giro le Marche e più mi sento jesino”. Questa la verità (parafrasata da Tullio Colsalvatico) che lo scrittore Corrado Olmi ha costituito a motto della sua vita, e che campeggia anche in  bella vista sulla copertina della sua ultima fatica letteraria, ulteriore atto d'amore nei confronti della sua città: "Anche questa è Jesi".
L'opera fa seguito ad un libro di 40 anni fa che si intitolava “Questa è Jesi” , che con un'intuizione geniale “sbeffeggiava” una famosa collana di libri dedicata a città famose. A distanza di anni Olmi - un 87enne capace di far impallidire il concetto stesso di "invecchiamento attivo", per energia e capacità creative a dir poco vulcaniche - racconta con i suoi disegni la nuova Jesi: moderna, variegata, multietnica.

“Come passa il tempo!" - ricorda Olmi - "Quarant’anni fa, in occasione del suo decennale, Jesi e la sua Valle mi pubblicò Questa è Jesi; erano impressioni della Città dove sono nato e dove ho trascorso la mia giovinezza. Poi mi sono trasferito a Roma per lavoro, ma tornavo spesso a Jesi e, ogni tanto, vi trovavo qualcosa di nuovo. Qualcosa? Interi quartieri che formavano essi stessi altre città nella Città. E allora, piano piano, mi è venuta voglia di illustrare Anche questa è Jesi.
Ho mostrato i primi disegni a Jesi e la sua Valle che li ha pubblicati subito nel quindicinale, ora che li ho terminati li ha pubblicati tutti insieme. Perché, anche dopo quarant’anni, la serie dei libri, con le illustrazioni e le annotazioni di Miroslaw Sasek, dedicati alle principali città del mondo, ancora non ha preso in considerazione Jesi, anche questa volta ho dovuto pensarci io. Anch’io vivo a Jesi; se nella vecchia ci ho vissuto da vicino, nella nuova ci vivo… da lontano, dato che  all’anagrafe risulto romano. E allora ringrazio di cuore il Comune di Jesi che nel 2000 mi ha conferito la “Cittadinanza benemerita”. Così quando tornerò a Jesi per sempre… ci tornerò da jesino.”

Il libro è stato presentato ieri in conferenza stampa alla presenza dell’Autore, dell’assessore alla cultura Luca Butini, degli editori, degli sponsor e di Enrico Loccioni (il cui gruppo si è speso in maniera particolare per favorire la pubblicazione).

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