Orlandi, Isidori e Gregori: persone scomparse senza una verità

Si è concluso con un incontro carico di storie e di emozioni, il festival del giornalismo di inchiesta città di Osimo. Si è parlato degli scomparsi d'Italia, da Emanuela Orlandi a Sergio Isidori e Mirella Gregori

Quella di ieri è stata la serata conclusiva del Festival del Giornalismo d'Inchiesta di Osimo, la kermesse di informazione e cultura che per tutto il mese di ottobre ha visto alcuni dei principali protagonisti del mondo del giornalismo e in generale della ricerca della verità approdare nella cittadina anconatana. Al Nuovo Teatro La Fenice si è parlato di persone scomparse e di misteri, che hanno segnato la cronaca nera della storia della Repubblica Italiana. Sul palco di un teatro gremito, hanno parlato delle loro esperienze Pietro Orlandi (fratello di Emanuela), Giorgia Isidori (sorella di Sergio), Maria Antonietta Gregori (sorella di Mirella), Marco Beltrandi (Deputato della quota Radicali Pd). A moderare la discussione è stato Fabrizio Peronaci, firma di punta della cronaca nera per il Corriere della Sera.

Dopo un'introduzione di Gianni Rossetti, la serata ha regalato subito delle emozioni, quando il Sindaco di Osimo Stefano Simoncini e l'assessore alla cultura Achille Ginnetti hanno consegnato la cittadinanza onoraria a Pietro Orlandi che, stretto da un lungo e caloroso applauso, ha commentato: “Sono veramente contento di essere considerato uno di voi”.

Peronaci è subito voluto andare al cuore della serata, sviscerando le storie dei protagonisti. Giorgia Isidori ha così parlato della storia di suo fratello Sergio, scomparso da Villa Potenza 33 anni fa, all'età di 5 anni e mezzo. Maria Antonietta ha parlato della scomparsa di sua sorella Mirella, anch'essa scomparsa circa 30 anni fa e mai più ritrovata. Poi Pietro Orlandi ha ripercorso le tappe più importanti della vicenda della cittadina Vaticana laica più famosa della storia recente: Emanuela Orlandi, scomparsa a pochi passi dalla chiesa di Santa Apollinare a Roma, 29 anni fa. Pietro  non riesce a spiegarsi l'atteggiamento omertoso di alcuni settori delle gerarchie di oltretevere e, dopo anni di battaglia, è riuscito a convogliare migliaia di persona in tutta Italia sul caso di sua sorella: una cittadina dello Stato Vaticano, sequestrata e scomparsa in territorio Italiano, di cui oggi ancora non si sa nulla e  di cui non si ha una verità, né storica, né giudiziaria.

Una verità che a distanza di 30 anni ancora sembra dare fastidio a qualcuno all'interno del Vaticano. Lo ha detto Pietro, che ha raccontato di quando un dirigente dello Ior, qualche mese fa, avrebbe chiesto a sua moglie (impiegata degli uffici vaticani) di togliere dalla sua scrivania la foto di Emanuela perchè "potrebbe dar fastidio a qualcuno”.

Protagonisti, storie e dolori mai risolti, a cui nessuna istituzione è mai riuscita o ha mai voluto dare risposta. Su questo Beltrandi, a cui va riconosciuto il merito di aver portato le istanze della famiglia Orlandi in Parlamento, è stato chiaro: “Queste sono inchieste che hanno un oggettivo rilievo politico e istituzionale perché chiunque approfondisse queste vicende, riscriverebbe un pezzo di storia dell'Italia e del Vaticano”. Nel ringraziare i giornalisti, che con le loro inchieste hanno fanno si che non sia mai calata l'attenzione su questi misteri italiani, ha poi precisato che sul “caso Orlandi” ci sono ancora delle conclamate piste investigative da perseguire e finchè non le si proveranno tutte, Pietro, come chiunque altro abbia avuto una storia simile, avrà il diritto di chiedere giustizia e verità.

Un momento particolarmente forte della serata è stato quando è salito sul palco Mario Straccia, che ha parlato di suo figlio Roberto e di come, a volte, l'impossibilità di arrivare ad una verità nitida, rischi di togliere la dignità al nome delle persone scomparse e alle famiglie.

Ma le persone scomparse sono un fenomeno sociale molto più diffuso di quanto non si pensi. L'associazione Penelope, di cui Giorgia Isidori è presidente per le Marche, si occupa delle famiglie vittime di persone scomparse, che sono sempre di più. Questi sono anche anziani, soggeti psichiatrici, ma soprattutto minori, anche extracomunitari, che rischiano di finire in reti criminali, senza che nessuno li reclami. Nelle Marche, dal 1974 al 2011, le persone scomparse sono 375, di cui 104 solo nella Provincia di Ancona.

La serata si è conclusa con la lettura da parte di Pietro Orlandi di una petizione indirizzata al segretario di Stato Vaticano Tarcisio Bertone, cui si può aderire anche dal sito internet www.emanuelaorlandi.it.

Con la serata si è anche conclusa la bella e originale esperienza del Festival del giornalismo d'Inchiesta, un momento importante per imparare e riflettere sul giornalismo di oggi. Il merito va tutto ai ragazzi dello Juter Club Osimo e del Circolo +42 Dino Latini che, insieme alle istituzioni osimane, hanno avuto, tra i tanti meriti, quello di ricordarci quanto sia importante l'inchiesta per il giornalismo italiano.

L'appuntamento è per il prossimo anno.




 

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