I disegni di Leonardo arrivano nelle Marche, una mostra celebra il genio e Vitruvio

Per la prima volta i cinque fogli del Codice Atlantico arriveranno nelle Marche e i visitatori potranno mettere in funzione i modelli disegnati dal genio toscano

L'uomo vitruviano

I cinque disegni del Codice Atlantico di Leonardo Da Vinci arriveranno per la prima volta sulle sponde dell’Adriatico centrale e saranno esposti per tre mesi nella rinnovata Sala Morganti del Palazzo Malatestiano di Fano. Dall’ 11 luglio al 10 ottobre il museo ospiterà la mostra dedicata al rapporto tra il genio toscano e Vitruvio, l’architetto del I secolo a.C. che diverse fonti storiche sostengono sia nato proprio nella città marchigiana. La mostra, chiamata appunto “Lenardo e Vitruvio, alla ricerca dell’armonia – ileggendari disegni del codice Atlantico” è promossa dal Comune di Fano, Regione Marche, Centro Studi Vitruviani, e dal Comitato MIBAC per la celebrazione dei 500 anni dalla morte di Leonardo Da Vinci con la collaborazione del Centro Internazionale di Studi di Architettura Andrea Palladio di Vicenza.

La mostra

I cinque fogli provenienti dalla Biblioteca Ambrosiana mostreranno i disegni con cui Leonardo studiò il funzionamento dell’ odometro (antenato dell’odierno contachilometri - VEDI FOTO IN BASSO), dell’orologio ad acqua e della balestra ma anche il rinforzo delle volte del Duomo di Milano e le lunule per lo studio della quadratura del cerchio. Proprio questo è il disegno che più impressiona Guido Beltramini, direttore del centro studi Palladio: «Per questo disegno bisognerebbe invitare Dan Brown a Fano, ci sono simboli che sembrano geroglifici in un foglio che è quasi ipnotico. Il contatto fisico con i fogli di Leonardo è impressionate- prosegue lo studioso- i disegni veri non hanno nulla anche vedere con la rappresentazione digitale, basta pensare che in alcuni fogli sono anche allora visibili le impronte digitali sulle tracce di matita rossa». Beltramini ha anche spiegato cosa la mostra vuole portare all’attenzione del pubblico: «Tutto il lavoro di Leonardo è conflitto tra ‘autorità dei testi e la sua esperienza diretta, ma nel caso di Vitruvio c’è un’armonia perché lui è quello con cui “dialoga” di più». La mostra avrà anche un’importante parte digitale: alcuni dei progetti visibili sui cinque fogli saranno riprodotti con un software che ne simulerà il movimento anche con l’interazione del visitatore. Il “Mirroring” offrirà invece una speciale proiezione dell’uomo vitruviano, che permetterà ai visitatori di ogni età di sovrapporre il proprio corpo al modello del celebre disegno per confrontarsi con le sue proporzioni. La parte dedicata a Vitruvio permetterà esperienze virtuali con dei visori. «Vitruvio è stato sempre promosso come architetto, ma pochi sanno che il decimo libro del “De Architectura” è di fatto il primo trattato sulla meccanica, una sorta di enciclopedia- ha spiegato il coordinatore del Centro Studi Vitruviano, Paolo Clini- il funzionamento del suo mulino ad acqua segna il passaggio dalla fonte di energia animale a quella idraulica». 

«Opportunità per l’intera regione»

«Le ragioni della mostra si collegano con le celebrazioni del cinquecentenario della morte di Leonardo- ha spiegato Stefano Marchegiani, assessore alla Cultura e al Turismo del Comune di Fano- noi abbiamo presentato forse per primi in Italia un progetto che è piaciuto al MIBAC e che spiegava il perché Fano potesse essere considerata una città Leonardiana. Questo proprio per via del collegamento con Vitruvio Pollione, che nel “De Architectura” non solo codifica le proporzioni che Leonardo codificherà nel disegno più celebre del mondo, ma anche per gli appunti che Leonardo stesso scrive studiando Vitruvio». L’esposizione vede anche il supporto della Regione Marche, che ha contribuito con 150mila euro: «La Regione crede nel binomio cultura e turismo- ha detto il vicepresidente del consiglio regionale Renato Claudio Minardi- inserire questa mostra nel calendario dei grandi eventi culturali è un’opportunità per tutta la regione». Per l’occasione la sala Morganti sarà rinnovata anche negli impianti di riscaldamento, raffreddamento e misure per disabili. L’architetto Antonio Rapalli, curatore dell’allestimento, sta tuttora lavorato anche sull’ambiente ideale per i disegni: «Hanno bisogno di una luce bassissima, quasi a lume di candela, per ben tre mesi. Dall’altra parte c’è da lavorare con la parte multimediale». Non un particolare da poco, visto che l’inchiostro usato da Leonardo rende necessaria una conservazione di tre anni al buio per ogni mese di esposizione. In pratica, dopo i tre mesi di Fano, quei disegni non li vedrà più nessuno per i successivi nove anni. 
 

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