"Jesi onirica": al Palazzo dei Convegni le foto di Roberto Recanatesi

Torna a Jesi questo appartato e insolito fotografo anconetano, con una atavica passione per le arti figurative e con in mano da 25 anni una Yashica degli anni ottanta. Dal 7 al 16 giugno

Roberto Recanatesi e le sue "visioni". Torna a Jesi questo appartato e insolito fotografo anconetano, con una atavica passione per le arti figurative e con in mano da 25 anni una Yashica degli anni ottanta, col vecchio rullino e, qualche volta, anche una Canon Eos semiautomatica, specie per le doppie esposizioni. Decine le mostre da lui allestite, anche in luoghi di prestigio.
Jesi, città da lui sempre molto amata insieme alle sue campagne e che ama sovente omaggiare dal punto di vista visivo, lo accoglie di nuovo e gli concede per la quinta volta in tredici anni il Palazzo dei Convegni in cui allestire l’ennesimo teatro dei suoi paradossi visivi nella mostra che si aprirà il 7 giugno.  La mostra si aprirà venerdì alle ore 18 con la presentazione del prof. Armando Ginesi e resterà aperta tutti dalle 17 alle 20 (sabato e domenica dalle 9,30 alle 12,30 e dalle 16 alle 20) fino al 16 giugno.

LA MOSTRA. "Come vedrete, si tratta di andare oltre l’orizzonte”, scrive il Comune di Jesi "e realizzerete che non è casuale nemmeno l’idea del teatro, qui ripreso alla stregua di un corpo unico con la campagna (li riconoscereste i famosi calanchi di Santa Maria del Colle?), essendo queste da sempre le sue passioni più forti e sentite. Avrebbe voluto infatti anche recitare, ma l’ha fatto solo come filodrammatico, avendo poi prevalso la laurea in giurisprudenza e la macchina fotografica.
Guardare la realtà non vuole dire sempre e necessariamente usare un occhio quotidiano e realistico, bensì anche spaziare con la fantasia, librarsi verso spazi misteriosi e lontani, facendo perno sulla propria sensibilità, sul proprio vissuto e sul bagaglio culturale e sentimentale di appartenenza. I visitatori rimarranno interessati o sconcertati dalle visioni di Recanatesi e, qualunque fossero le loro reazioni, egli li inviterebbe comunque (ed, anzi, lo fa da subito) ad andare oltre lo sguardo, così come ci hanno insegnato illustri maestri dello scatto e, soprattutto, ad avere la forza e il coraggio di affidare sé stessi, il proprio passato, i sogni, i desideri e quant’altro al prodotto finale del loro lavoro … pardon, in questo caso, della loro passione!
Immagini di una quindicina di noti artisti jesini viventi (Sasso, Teodosi, Pennacchietti, Cecchi, Bartocci, Magrini, il tenore Merighi, ecc.) si alternano alle visioni urbane di cui sopra e fanno parte di un ulteriore, oneroso progetto dell’autore, quello dedicato ai ritratti fotografici degli artisti più rappresentativi della terra marchigiana, non pochi ormai di fama nazionale e internazionale".

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