Mons. Domenico Mogavero al Festival del giornalismo, tra mafia e immigrazione

Ieri sera ad Osimo si è tenuto un incontro con Monsignor Domenico Mogavero, vescovo di Mazara del Vallo e commissario Cei per l'immigrazione. Ha presentato il suo libro "La Chiesa che non tace"

Mons. Domenico Mogavero

Ieri sera, in occasione del del Festival del giornalismo d'inchiesta città di Osimo, si è tenuto un incontro con Monsignor Domenico Mogavero: vescovo di Mazara del Vallo e commissario Cei per l'immigrazione. Cogliendo l'occasione per presentare il suo libro “La Chiesa che non tace”, sono stati affrontati molti argomenti: dalla mafia alla politica, dalla Chiesa all'immigrazione.

Un rapporto complesso, quello tra Chiesa e mafia, che il porporato ha ripercorso con la pacatezza ma anche con la schiettezza che gli hanno più volte fatto guadagnare le pagine dei giornali. Si è cominciato dalla famosa lettera pastorale del Cardinal Ruffini, contenente la famigerata allocuzione “la mafia non esiste”: un documento del 1964, periodo in cui Cosa Nostra non aveva assunto la dimensione e l’efferatezza del tempo delle stragi e in cui il rapporto con le gerarchie ecclesiastiche era forse anche il riflesso di quello intrecciato con lo stesso popolo siciliano, una società ancora in gran parte agricola. La musica, poi, cambierà in maniera incontrovertibile: dalle durissime accuse del Cardinale Pappalardo, amatissimo dai palermitani, che seppe divenire la voce di una società esasperata dalla violenza dei criminali e non più disposta a girare la testa dall’altra parte, passando per il discorso di Agrigento di Papa Giovanni Paolo II e finendo col martirio di Padre Puglisi, un uomo, con le parole del procuratore Grasso, per la mafia “più pericoloso da morto che da vivo”.

Si è parlato anche di immigrazione e Mogavero ha polemizzato nei confronti della politica italiana che ha sempre adottato una politica di respingimenti di quelli che ha definito “nostri fratelli di altri paesi." Paesi le cui vicende, ha detto il prelato, ci riguardano da vicino, dal momento che Tunisi dista solo 80 chilometri da Mazara del Vallo. Totalmente impreparati, politicamente e culturalmente, abbiamo dovuto affrontare una bomba migratoria di 2 milioni di persone.

In particolare Ancona, con il suo porto tra i più grandi d'Italia, rappresenta una porta d'ingresso fondamentale per i migranti che si spostano dai paesi del Medio Oriente e dei Balcani e, di fronte a questo fenomeno sociale diffuso e incontrollato, la Chiesa, ha detto Mogavero, deve agire in prima linea: fare educazione, sensibilizzare all'accoglienza e mettere a disposizione risorse (poche o tante che siano), materiali e persone. La Chiesa e coloro che la rappresentano in una città come Ancona, devono offrire tutto quello che hanno e mostrare il volto di una Chiesa che si fa serva, che è il volto professato da Gesù nei Vangeli.

L'incontro si poi concluso con la proiezione di un video che ha raccontato la storia di Don Pino Puglisi, di cui Mogavero è stato postulatore per la causa di beatificazione. Un uomo, all'interno della Chiesa Cattolica, che è diventato un'icona della lotta alla mafia e che il prossimo 25 Maggio, sarà proclamato Beato nella sua città: Palermo.

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