Giornate Fai d'Autunno, alla scoperta della cattedrale di Osimo guidati dagli studenti

Nel weekend torna l'appuntamento dedicato alla tutela dei beni architettonici: gli alunni della scuola media Leopardi vestiranno i panni di apprendisti ciceroni per assistere i visitatori

Un momento della conferenza ad Osimo

Sabato 12 e domenica 13 ottobre in 260 città italiane torna l’appuntamento con le Giornate FAI d’Autunno, ottava edizione, alla scoperta di ben 700 luoghi accuratamente selezionati perché speciali, curiosi, originali e di grande valore storico-culturale.

La città di Osimo aderisce all’iniziativa mettendo in mostra uno dei suoi gioielli più preziosi: la Cattedrale di San Leopardo, una imponente costruzione risalente all’VIII secolo, realizzata sopra l’antico tempio pagano dedicato a Esculapio e Igea. Sarà altresì possibile ammirare le opere d’arte ospitate presso l’adiacente Battistero e il Museo Diocesano. Questa mattina si è svolta la conferenza stampa di presentazione presso la Sala Vivarini del palazzo municipale, alla presenza del sindaco Simone Pugnaloni, Manuela Francesca Panini (capo delegata FAI per la provincia di Ancona), Rosanna Catozzo (dirigente scolastico istituto comprensivo Fratelli Trillini) e Marisa Barontini (docente Storia dell’Arte presso l’Istituto comprensivo “Fratelli Trillini”). Presenti alla conferenza gli studenti e le studentesse delle classi seconde della scuola media Giacomo Leopardi.

Saranno proprio loro, sabato e domenica, nel ruolo di apprendisti ciceroni, a guidare i visitatori alla scoperta della storia della Cattedrale San Leopardo. «C’è stato un grande lavoro di preparazione da parte dei ragazzi e dei docenti – ha detto la professoressa Rosanna Catozzo –, questa attività rappresenta un ampliamento dell’offerta formativa e un’occasione per spiegare ai cittadini osimani e non la bellezza del nostro patrimonio culturale». «L’obietto del FAI – ha dichiarato l’architetto Manuela Panini – è quello di raccogliere fondi da destinare al restauro e al recupero dei beni culturali coinvolgendo anche le nuove generazioni». «Impariamo ai ragazzi ad amare la nostra città – ha concluso la progessoressa Marisa Barontini –, è importante educarli alla cultura del bello e alla conoscenza del nostro patrimonio culturale e artistico». 

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