Giornata mondiale della lotta all'AIDS, le iniziative ad Ancona: numeri in calo nel territorio

«Se l’AIDS oggi si cura molto meglio di dieci anni fa e ci sono farmaci che impediscono al virus di replicarsi, è anche vero che tante persone non sanno di avere contratto il virus»

Foto di archivio

In occasione della Giornata mondiale della lotta all’AIDS, domenica 1 dicembre l’Ufficio di promozione della salute città sane del Comune di Ancona ha organizzato una iniziativa per sensibilizzare e informare la cittadinanza su un tema così importante e per sottolineare come sia essenziale il ruolo della prevenzione. L’appuntamento è in piazza IV novembre di fianco al monumento ai caduti: da lì si partirà per una camminata di circa 2 ore, dopo un un flash mob previsto per le ore 9.45 con tutti i partecipanti alla camminata. A fianco del Monumento sarà posizionato un gazebo messo dell’associazione AVIS e materiale informativo. Saranno anche presenti le due unità di strada Informabus del Comune di Ancona e Filo di Arianna dell’ASUR area vasta 2.

Il fine settimana successivo poi, il 7 e l’8 dicembre, sarà rappresentato al teatro Sperimentale uno spettacolo dal titolo “Una stella in fuga” per la regia di Marco Federici, Federico Lancelotti e Anna Maria Monsù, il cui ricavato andrà in beneficenza all’associazione “Opere Caritative Francescane”, che si occupa di prevenzione e di accoglienza per persone affette da HIV/AIDS.

«Per il sesto anno il Comune ribadisce il suo ruolo nel divulgare specialmente tra i giovani le informazioni corrette rispetto ai comportamenti da adottare per evitare di contrarre il virus, vale a dire evitando rapporti non protetti, e abbattere lo stigma- ha detto l’assessore alle Politiche sociali e sanità Emma Capogrossi- E’ altrettanto importante promuovere il ricorso al test così da scongiurare la diagnosi tardiva».

Quanto al trend, risulta in diminuzione il dato relativo alla scoperta di nuovi casi di infezione da HIV nelle Marche, e più in generale in Italia. Sono 60 infatti i casi accertati nel 2018 nella regione, contro i 91 dell’anno precedente e 2.847 a livello nazionale, molti di meno del 2017, anno nel quale ne sono stati accertati, a seguito del test, 3.561. Numeri temibili, tuttavia, perché non sconfiggono la piaga delle diagnosi tardive della malattia che resta uguale a 10 anni fa, come ha riferito il dottor Luca Butini, dirigente della Immunologia clinica dell’Azienda Ospedali Riuniti di Torrette e presidente Anlaids Marche. «Se l’AIDS oggi si cura molto meglio di dieci anni fa- ha detto- se è vero che ci sono farmaci che impediscono al virus di replicarsi e perciò non si è più infettivi, è drammaticamente vero che tante persone (prevalentemente uomini di età compresa tra i 30 e i 48 anni) non sanno di avere contratto il virus, non si preoccupano di fare controlli e scoprono di essere infetti solo dopo il manifestarsi di sintomi importanti. La cosa peggiore che può capitare ad una persona è avere l’HIV e non saperlo».

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