Luca violini: l'Iliade. l'ira, la vendetta e la pietà

Venerdì 13 ottobre alle 21.15, il doppiatore Luca Violini proporrà a Fabriano presso il Teatro San Giovanni Bosco ( Via Giuseppe Riganelli 1) lo spettacolo di RadioTeatro "Iliade. L'ira, la vendetta, la pietà". Ingresso: 10 euro, per prenotare: 375.5436079.

L’Iliade rappresenta un capolavoro, una meraviglia che ha attraversato intatta interi millenni della nostra storia. “Chiudete gli occhi e ascoltate”, così esordisce Luca Violini all’inizio del suo spettacolo. Verissimo, bisogna concentrarsi ed ascoltare attentamente. Ma, non solo, il suo teatro si può non solo ascoltare, ma anche vedere, toccare, persino percepire con l’olfatto. Le emozioni che arrivano allo spettatore attivano inconsapevolmente tutti e quattro i sensi. Incredibile. È così che con l’ascolto dei tre tempi tratti dall’Iliade, si può avvertire la sofferenza di Ettore, l’odore del suo sangue nel momento in cui Achille trafigge il suo collo, la nube di polvere che si è alza quando l’eroe stramazza a terra. Si riesce ad immaginare con assoluta precisione il volto dell’arrogante Agamennone, le bianche braccia di Andromaca, l’umiliazione e il pianto del povero re Priamo. Poi c’è l’ira furibonda di Achille che si vede sottratto della schiava Briseide, il suo semplice bottino di guerra. Era amore? No, solo possesso. Amore era quello di Ettore che, con una tenerezza infinita, accarezza suo figlio e sua moglie, prima di andare incontro alla morte per amor di patria. I personaggi si vedono e si percepiscono tutti, grazie anche al sapiente lavoro del tecnico del suono Claudio Cesini, che accompagna fedelmente la lettura trascinante di Luca Violini in ogni suo spettacolo. Suoni misteriosi dal potente effetto evocativo, si alternano a rumori affascinanti della natura: il vento che soffia impetuoso, gli uccelli che volano sopra i duellanti, il ferro degli scudi che si scontra con le lance. Uno spettacolo incredibile degno di un’opera altrettanto straordinaria. Immersi nella magia del teatro, si etra nella leggendaria Iliade di Omero. Si trattiene il respiro ascoltando parole antiche, suoni che evocavano immagini tridimensionali vivide e realistiche. Si assiste alla lite furibonda tra Achille e Agamennone, si parano i colpi delle lance che si infrangono sui nostri scudi, si asciugano le lacrime tristi di Andromaca, si prende in braccio il figlio di Ettore. Poi, con lo stesso Ettore, si corre incessantemente intorno alle mura di Troia e si trascina il carro contenente il suo corpo in compagnia del suo vecchio padre. Infine si accatastano quintali di legna per ardere la pira funeraria del nostro grande eroe. “Così l’arte ha uno scopo: quando l’emozione arriva con prepotenza allo spettatore, quando un’opera attraversa i tempi e ci dimostra ineluttabilmente che l’uomo, in realtà, non è mai cambiato.”


 

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