Abusivi del turismo, allarme Cna: «Su oltre 200 annunci solo 40 sono imprese censite»

Le richieste di Cna per l’economia locale ai candidati a sindaco di Osimo c’è anche lo stop all’abusivismo

foto generica

«Su 40 strutture turistiche censite nel Comune di Osimo, ne sono ripportate 235 in una nota community che permette di affittare le camere». Cna Ancona Sud lancia l’allarme sull’abusivismo e chiede maggiori controlli. È solo una delle richieste che gli imprenditori delle pmi fanno ai candidati sindaci in vista delle elezioni comunali di maggio. Fondi per startup, microcredito e sicurezza, concessioni pubbliche a privati in cambio della ristrutturazione di edifici da recuperare. L’associazione delle pmi ritiene necessario concentrare gli sforzi su alcune realtà imprenditoriali che possono avere un ruolo strategico, pertanto propone di utilizzare i fondi stanziati per gli aiuti alle imprese indirizzandoli verso le startup innovative con sede legale od operativa nel comune di Osimo. Le startup innovative sono strategiche in quanto sono società di capitali costituite anche in forma cooperativa che hanno come oggetto sociale esclusivo o prevalente lo sviluppo, la produzione e la commercializzazione di prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico. «Cna – si spiega in una nota - ritiene inoltre utile concentrare anche le risorse per singolo contributo, finalizzato magari all’acquisto di macchinari o servizi evoluti (no contabilità o paghe). Lo sviluppo esecutivo della proposta dell’Associazione potrà essere elaborato dalla consulta economica. Alla nuova amministrazione la CNA chiede anche la costituzione di un fondo, che sostituisca quello costituito per l’SRGM, destinato al microcredito: un fondo destinato alle operazioni di microcredito finalizzato all’abbattimento degli interessi o alle spese di monitoraggio e assistenza. Questa forma di operazione finanziaria sta suscitando interesse e soprattutto rappresenta per le micro imprese una delle vie praticabili quando trovano sbarrata la via tradizionale del credito. Per tale ragione, anche come segnale politico, la CNA Zona Sud ritiene doveroso che il comune di Osimo sia tra i primi ad adottare tale fondo».

«Sempre sul fronte degli aiuti alle imprese – aggiungono - Cna ritiene strategico dare un segnale al commercio delle periferie, in particolare a quello delle frazioni. E’ quindi opportuno garantire al mondo imprenditoriale (ma non solo: anche ai cittadini!) la sicurezza, visto che il tema della microcriminalità è avvertito come un problema in ascesa. Ad oggi esistono fondi destinati ai comuni che servono per coprire detrazioni IMU e Tasi delle imprese che investono in videosorveglianza. Oltre a questa misura riteniamo utile che il comune promuova un fondo destinato ad incentivare la videosorveglianza sia tra le imprese sia tra i cittadini. In particolare la CNA ipotizza un nuovo bando destinato alle periferie che preveda un contributo a fondo perduto di 500 euro per condomini (da 4 condomini in su), negozi e botteghe artigiane. I sistemi di videosorveglianza oggetto di finanziamento dovranno avere almeno 2 telecamere, di cui almeno una posizionata in modo da consentire l’osservazione della via pubblica davanti al fabbricato. Tale intervento, da un lato favorirebbe le imprese del settore strategico ed importante del comparto edilizia, dall’altro permetterebbe di rendere più sicure le nostre periferie». «I tre fondi destinati alle imprese da noi proposti, startup/microcredito/sicurezza – commentano Andrea Cantori e Luigi Giambartolomei, rispettivamente segretario e coordinatore della CNA di Osimo – possono essere stimati in circa 40/50 mila euro. Dobbiamo considerare che già il comune di Osimo destinava circa 20.000/25.000 euro al fondo SRGM che in questa fase può essere accantonato visto che sembra non essere più utile ed inoltre, 15.000 euro sono i fondi destinati al centro storico nel 2018 e non utilizzati. In pratica i tre fondi da noi proposti potrebbero avere una copertura finanziaria già oggi possibile. Per quanto riguarda invece le altre misure proposte, sono a costo zero, anzi, l’ipotesi delle concessioni per la ristrutturazione di edifici pubblici porterebbe un risparmio notevole e ci garantirebbe la restituzione di strutture oggi fatiscenti».

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