La banca chiude i rubinetti: oltre 9 miliardi di prestiti in meno negli ultimi 7 anni

La stretta sul credito alle aziende nelle Marche è stata seconda, come impatto, solo a quella che ha subito il Molise. E anche i dati dell'ultimo anno sono negativi

Foto di repertorio

Chiedere un prestito alla banca. Una mission impossible per gli imprenditori marchigiani che negli ultimi 7 anni hanno subito una stretta del credito pari a 9,4 miliardi di euro. "Appena" 16,2 miliardi di euro contro gli oltre 25 di novembre 2011. Il 36,8 in meno, il peggior risultato italiano dopo quello del Molise. Lo ha certificato la Cgia di Mestre su dati della Banca d'Italia. Dato negativo anche nell'ultimo anno. Solo tra novembre 2017 e novembre 2018 sono venuti meno 430 milioni di euro (-2,6%).

Certo, nulla a che vedere con gli anni più intensi della crisi. Ma mentre in altre regioni, soprattutto al nord, si inizia a rivedere un po' di fiducia (come in Lombardia, Piemonte, Friuli e Valle d'Aosta) da noi l'ossigeno finanziario continua a mancare. «È vero – osservano dalla Cgia di Mestre - che la domanda di credito da parte delle imprese è diminuita sia in termini di qualità che di quantità. Inoltre, non va nemmeno dimenticato che le sofferenze bancarie hanno inducendo molte banche a chiudere i rubinetti del credito o a concedere i prestiti a condizioni più rigide. Tuttavia, la contrazione registrata in questi ultimi anni è stata eccessiva, soprattutto nei confronti delle piccole realtà produttive che, tradizionalmente più solvibili delle altre imprese, sono state, invece, le più penalizzate».

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