Porto-interporto-aeroporto, botta e risposta tra Confindustria e agenti marittimi

Per gli industriali la messa in rete delle tre strutture è un valore aggiunto per lo spostamento delle merci e per la viabilità. Di diverso avviso la rappresentanza degli agenti marittimi

foto di repertorio

Spalmare la logistica del porto mettendo lo scalo dorico in rete con l’interporto e l’aeroporto. L’idea però non convince tutti e le divergenze sono venute fuori nel convegno di martedì nella sede dell’Autorità di Sisitema Portuale dedicato allo sviluppo dell’economia del mare. Tra i relatori erano presenti anche il presidente di Confindustria Marche Nord Claudio Schiavoni e il presidente di Federagenti Andrea Morandi, che hanno manifestato nel corso degli interventi le loro opinioni opposte sul ricorso a una struttura come l’interporto. 

La struttura e la messa in rete con lo scalo portuale e aeroportuale è fondamentale, secondo Confindustria, in ottica viabilità: «Mi sorprende che nessuno abbia mai pensato a questa messa in rete- commenta Schiavoni- quando rientro da Jesi mi fanno quasi tenerezza i camion e le auto che stanno lì in fila e aspettano e immagino che per chi deve scambiare le merci le difficoltà non siano poche, ma se la movimentazione delle merci può avere uno sviluppo allora ti devi preoccupare anche del fuori porto e per portare via le merci tramite ferrovia o gomma vanno studiate queste soluzioni. Le automobili fanno un percorso e le merci ne fanno un altro, quindi è il caso che l’Autorità di Sistema portuale dialoghi con la regione per rimettere in funzione l’interporto e costruire una logistica fuori dal porto come avviene in buona parte degli scali». 

Tesi non accolta dagli agenti marittimi. «Siamo scettici- risponde Morandi- l’interporto resta un’infrastruttura lontana che può anche essere la più bella del mondo ma bisogna vedere se poi effettivamente può servire. Oggi la necessità è quella di rompere le rotture di carico, perché si perde tempo e si producono costi che nessuno vuole pagare e significa dire al cliente che deve pagare il trasporto fino all’interporto». Diversa invece l’opinione sulla sinergia con l’aeroporto: «Faccio fatica a immaginare Ancona senza aeroporto, che si presta bene alla sinergia con i traffici marittimi e con i flussi di crocieristi».
 

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