Pensioni: nelle Marche più basse di 125 euro rispetto alla media

Secondo i dati dell'INPS nelle Marche vengono erogate 579.017 pensioni, di cui più della metà di vecchiaia. L'importo medio delle pensioni è di 654 euro, ben 125 euro in meno rispetto alla media nazionale

Secondo i dati dell’INPS, elaborati dall’IRES CGIL Marche, e aggiornati al mese di settembre 2012, nelle Marche vengono erogate 579.017 pensioni (+ 0,9% rispetto al 2011) di cui più della metà sono pensioni di vecchiaia. Il 43,5% delle prestazioni va a lavoratori dipendenti ed il 37,6% a lavoratori autonomi.
L’importo medio delle pensioni è di 654 euro, ben 125 euro in meno rispetto alla media nazionale.

Le pensioni di vecchiaia da lavoro dipendente nel 2012 ammontano a 139.053 ed hanno un importo medio di 888 euro, tuttavia il 56,2% dei pensionati percepisce una pensione inferiore a 750 euro, contro il 40,8% medio nazionale.
Sono molto evidenti gli squilibri tra uomini e donne: in media, la pensione di vecchiaia da lavoro dipendente di una donna ammonta a 608 euro, contro i 1.119 euro degli uomini (+84%).
Inoltre, le pensionate risultano confinate entro le fasce pensionistiche più basse: il 78% delle donne riceve una pensione inferiore a 750 euro, mentre gli uomini sono il 38,1%; specularmente, solo il 4,2% delle donne ha una pensione di importo superiore a 1.500 euro, contro il 26,8% degli uomini.

Nelle Marche l’età media dei pensionati è elevata: infatti il 69,1% dei pensionati ha più di 70 anni (62,2% media nazionale) e percepisce una pensione di 695,86 euro, circa 180 euro in meno della media italiana e i pensionati ultraottantenni sono il 29,1% a fronte del 24,6% nazionale.
All’opposto, i baby pensionati, ossia quelli con meno di 60 anni, sono meno diffusi rispetto al panorama nazionale: 2,8% contro 3,3%.

“In questo panorama caratterizzato da importi pensionistici generalmente inferiori alle medie nazionali e da forti squilibri tra uomini e donne, si devono considerare anche gli effetti degli interventi sul sistema pensionistico degli ultimi anni e quelli della riforma Fornero, che ancora si devono esplicare in tutta la loro portata e che determineranno ulteriori squilibri e penalizzazioni “,  dichiara Novella Lodolini responsabile dell’Ufficio Studi Ires Marche. “In particolare – aggiunge Lodolini -  guardando alle domande di pensione dei primi nove mesi del 2012, si rileva già un calo complessivo del 19,4% rispetto al 2011 che arriva al 45,5% per le pensioni di anzianità”.

Per il segretario dello Spi-Cgil Marche, Emidio Celani, “il nuovo sistema, che traguarda l’obiettivo del pensionamento a 70 anni, darà un primo forte colpo all’occupazione, soprattutto quella giovanile, rallentando il turnover e  determinerà anche un’ ulteriore riduzione degli importi delle pensioni, anche per le pesanti conseguenze dovute alle arbitrarie modifiche apportate ai coefficienti di trasformazione”.

 

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