Fondi per lo sviluppo? Nella terra marchigiana 266 mln

I dati del Forum di Cernobbio sono sbalorditivi: se lo Stato vendesse il terreno agricolo che non usa agli operatori locali intascherebbe subito 266 milioni di euro solo per la nostra regione

Nelle Marche – fa sapere la Coldiretti regionale – lo Stato è proprietario di 14mila ettari di terreni agricoli, gestiti attraverso amministrazioni ed enti pubblici, per un valore stimato di circa 266 milioni, che potrebbero essere venduti agli agricoltori per sostenere le misure necessarie al Decreto sviluppo del Governo sollecitato dall’Unione Europea.

È quanto emerso dal Forum internazionale di Cernobbio, dove è stato presentato il primo studio sulle proprietà pubbliche dei terreni agricoli realizzato sulla base dei dati del Censimento Istat del 2010, nel dossier sullo “Stato Agricoltore”.
Secondo dati Istat, nelle Marche ci sono 14.496,38 ettari di superficie agricola utilizzata (Sau) di proprietà pubblica che, sulla base del valore medio della terra calcolato dall’Inea in 18.400 euro per ettaro, significa la disponibilità di un patrimonio di 266 milioni di euro a disposizione dello Stato che – chiarisce la Coldiretti –  non ha alcun interesse a fare l’agricoltore.

Secondo il sondaggio elaborato da Coldiretti/Swg e presentato al Forum, il 57% degli italiani ritiene che i terreni agricoli di proprietà pubblica dovrebbero essere venduti agli agricoltori, mentre secondo il 18% per cento sono un patrimonio che lo Stato deve tenersi e per il 14 per cento dovrebbero essere venduti a chiunque ne faccia richiesta e per qualsiasi finalità.

 “La cessione di questi terreni - ha spiegato il presidente nazionale di Coldiretti, Sergio Marini - toglierebbe allo Stato il compito improprio di coltivare la terra, renderebbe disponibili risorse per lo sviluppo ma soprattutto avrebbe il vantaggio di calmierare il prezzo dei terreni, stimolare la crescita, l’occupazione e la redditività delle imprese agricole che rappresentano una leva competitiva determinante per la crescita del Paese.È certo infatti - ha precisato il presidente - che nessuno meglio degli imprenditori agricoli è in grado di valorizzare lavorando la terra e generare nuova occupazione”.
 

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