Confcommercio Marche mette in guardia la politica: «Il food rischia la concorrenza sleale»

Il monito del presidente di Confcommercio Marche, Massimiliano Polacco

Massimiliano Polacco

In riferimento alla proposta di legge a iniziativa Giunta Regionale, la Confcommercio Marche ha espresso ferma contrarietà alle deroghe per il settore agricolo e che mettono in seria difficoltà e alimentano interventi di concorrenza sleale nei confronti delle imprese del commercio e della ristorazione, in un contesto economico di grave crisi generale. Nella nota di Confcommercio Marche, inviata a Presidente e Assessori regionali, si legge "l'insoddisfazione nel recepire che, all’interno di un progetto di legge che deve affrontare esclusivamente il sostegno economico alla liquidità delle Imprese, siano state inserite delle deroghe a favore del settore agricolo concesse inspiegabilmente fino al 31 marzo 2021 (prevedendo un termine che nulla ha a che vedere con l’attuale fase di emergenza), per la consegna a domicilio o asporto per gli agriturismi e alla “promozione della vendita a domicilio” anche di prodotti non aziendali". «Inoltre – dichiara il Direttore di Confcommercio Marche Massimiliano Polacco – questa legge era nata per il settore produttivo, che ricomprende commercio, industria e artigianato. Non riusciamo proprio a comprendere come si possa cogliere tale occasione per ipotizzare un intervento di sleale concorrenza nei confronti di commercio e ristorazione, settori tra i più colpiti poiché da subito costretti allo stop delle nostre Imprese».

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Il grido della Confcommercio Marche è chiaro: migliaia tra pubblici esercizi e attività commerciali del food marchigiano, che rappresentano quasi il 15% del PIL regionale, rischiano di non avere più le forze di ripartire. Oltre l’80% delle attività sono obbligate alla sospensione dai vari provvedimenti restrittivi approvati dal Governo, sono proprio attività rappresentate dal Sistema Confcommercio. "Per questo motivo- prosegue la nota- Confcommercio Marche ha ribadito e rafforzato la sua totale contrarietà alle ingiustificate deroghe previste all’interno del pdl, e chiede alla Regione Marche di eliminare con estrema chiarezza le citate proposte emendative che creano delle condizioni di vantaggio per il comparto agricolo».

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