Coronavirus, Paradisi (Cna) sull'emergenza: «Abbiamo bisogno di aria nuova, subito!»

Così Maurizio Paradisi, presidente CNA Territoriale di Ancona sull'emergenza coronavirus nella nostra Regione

Maurizio Paradisi (CNA)

ANCONA - «La boccata di ossigeno annunciata qualche settimana fa e in fase di lenta somministrazione dopo decine di giorni dal famoso Decreto la dice lunga sulla preparazione dell'intero sistema Paese, senza alcuna distinzione ideologica e partitica o livello istituzionale. Questa dialettica sterile tra europeisti e nazionalisti, tra asfittici e spavaldi, offre un sussulto, spesso di rabbia, agli animi intorpiditi della "collettività ai domiciliari", la stessa che, attonita e disillusa, vorrebbe evadere spesso oltre confine con direzione nord Europa, poiché non è più in grado di accettare e capacitarsi del fatto che ogni giorno trascorso a celebrare nuovi eroi e piangere sacrifici umani, si rincorrono anche annunci e certificati, che attestano l'assoluta impreparazione ed il progressivo scollamento del livello di comando con il tessuto economico e sociale reale che dà linfa vitale a questo Paese».Così Maurizio Paradisi, presidente CNA Territoriale di Ancona sull'emergenza coronavirus nella nostra Regione

«Rimarchiamo con tutta la forza che serve il crescente stato di devastazione sociale, prima che economica, che sta rilevando da oltre tre settimane in capo alle centinaia di imprenditori, con i quali ogni giorno continua ad essere in contatto e che dalle loro case lanciano il loro grido d'allarme. Una forma di indennità dignitosa e almeno parificata alle misure di sostegno al reddito di lavoro subordinato; misure di compensazione accessibili anche per gli autonomi, vedi la moratoria sui mutui sulla prima casa; sanare i provvedimenti che escludono alcune categorie artigiane, come il credito di imposta del 60% sugli affitti; nuova liquidità in deroga alle regole bancarie per affrontare la contingenza con moratoria più lunga e nuova liquidità o rinegoziazione dell'esposizione debitoria; sospensione di tutti i pagamenti verso lo Stato e la pubblica amministrazione almeno fino alla fase di parziale normalizzazione della situazione con restituzione rateizzata in almeno due anni, in attesa che si ragioni su una loro parziale sanatoria; il rifinanziamento fino a completo esaurimento di tutte le forme di sostegno al reddito da lavoro dipendente attivate per ogni tipologia dimensionale e settoriale d'impresa. Intanto mentre si consumano i giorni di inerzia, in attesa di buone notizie sul fronte dei contagi, sullo sblocco del portale dell'INPS, sulle notizie della banca che sta preparando la modulistica per accordare la moratoria, con un occhio sulla procedura di cassa integrazione per i dipendenti lasciati a casa con dispiacere, magari dopo aver procurato loro tutti i dispositivi igienicosanitari, si attinge dai risparmi per pagare ciò che non si può rinviare, utenze e affitti, impegni presi con i fornitori, prodotti acquistati e giacenti in magazzino, sperando che non si deteriorino o che il committente decida comunque di acquistare, consentendo una deroga a quanto pattuito».

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«Con questo stato d'animo - conclude - si attende il prossimo Decreto di Aprile, nel quale non si può più sbagliare, essere timidi o troppo prudenti. Dopo questa prima fase di prove generali, ora servono i fatti, serve più coraggio nelle scelte, serve una catena di comando che sappia dimostrarsi tale, capace di alzare la voce in Europa e canalizzare tutte le risorse possibili nelle direzioni che anche la CNA ha più volte indicato. Non basta tamponare l'emergenza, perché la macchina non si deve fermare completamente, anche se posta in sosta forzata deve poter restare accesa ed avere tutto il carburante necessario per ripartire di slancio quando sarà il momento».

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