Un nuovo gruppo bancario nelle Marche, verso un aumento di capitale di 1 miliardo

I numeri parlano di un patrimonio da 6 miliardi, masse amministrate che sfiorano i 60 miliardi e prestiti per 40 miliardi. Il tutto con 1.200 filiali e 7.600 dipendenti

Da sinistra Mario Sartori (DG CCB), Giorgio Fracalossi (presidente), Carlo Antiga (Vice presidente).jpg

Un nuovo gruppo bancario che si affaccia sul mercato. E’ la Cassa Centrale Banca che dal Trentino arriva nelle Marche e ad Ancona con l’obiettivo di creare una rete di credito a livello nazionale insieme alle Banche di Credito Cooperativo, le Casse Rurali e altre piccole banche locali. Ma con una differenza rispetto ai progetti passati e cioé che «la riforma darebbe molti più poteri al centro - ha spiegato il vice presidente di Cassa Centrale Banca Sandro Bolognese - mentre prima c’era qualcosa di molto più simile ad un movimento dove si sta volontariamente assieme. Invece nel futuro si ci sarà una banca capogruppo che non avrà a disposizione il capitale della banca locale ma che la potrà controllare attraverso delle policy». Il tutto con l’obiettivo di arrivare ad un aumento di capitale di almeno 1 miliardo di euro.

L’INCONTRO. E oggi è stato fatto un altro passo verso la nuova riforma del credito cooperativo perché, all’Hotel Passetto, il Presidente di Cassa Centrale Banca Giorgio Fracalossi ha approfondito con 11 Bcc marchigiane le azioni che si intendono intraprendere per la costituzione del futuro Gruppo Bancario Cooperativo: Cassa Centrale Banca - Credito Cooperativo Italiano.  «Sia ben chiaro – ha sottolineato Fracalossi – confermo che ad oggi sono ufficialmente più di 100 le BCC che hanno formalmente sottoscritto la preadesione al gruppo bancario promosso da CCB. Banca d’Italia conosce questo elenco dal 30 gennaio. In questa fase stiamo attendendo ancora l’adesione di una quindicina di BCC che si sono per ora espresse a favore del nostro gruppo». Uno degli obiettivi, forse il più rilevante, che il legislatore ha voluto realizzare con la riforma è proprio quello di promuovere un rafforzamento del settore del credito cooperativo. La sfida principale da raccogliere è di non snaturare il ruolo delle singole banche locali, che devono continuare a svolgere il proprio insostituibile ruolo di istitui di comunità, pur collocate all’interno di un solido gruppo che ne promuova la redditività, l’efficienza e la crescita sul territorio e consenta di affrontare un mercato in evoluzione sempre più competitivo. Una costruzione, quella del nuovo Gruppo Bancario Cooperativo, che deve puntare al coinvolgimento di tutti gli attori rilevanti. Solo in questo modo si potranno fare emergere e diffondere le migliori pratiche, realizzando un Gruppo competitivo, solido e in grado di affrontare le sfide di un mercato particolarmente competitivo. Nelle Marche hanno già aderito la Bcc di Civitanova Marche e Montecosaro il cui vice presidente Marco Birindelli ha detto: «Quello di oggi è stato un momento di confronto importante che ha consentito a tutte le Bcc marchigiane che hanno partecipato di ascoltare la proposta di Cassa Centrale Banca e quindi di poter decidere se aderire o meno in modo consapevole».

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OBIETTIVI E NUMERI. Entro fine marzo sono attese le deliberazioni di adesione da parte dei CdA delle BCC, da confermare nelle assemblee di bilancio del prossimo maggio. In autunno l’aumento di capitale.  Quanto? Sempre tenendo conto delle più di 100 adesioni (non ufficiali) e partendo da un patrimonio di 6 miliardi, i numeri parlano di masse amministrate che sfiorano i 60 miliardi e prestiti per 40 miliardi, con 1.200 filiali e 7.600 dipendenti capaci di garantire sviluppo del territorio e sostegno a famiglie e piccole, medie imprese. Una capogruppo ampiamente patrimonializzata con oltre 700 milioni di free capital. «Efficienza, qualità dei servizi e dei prodotti - ha concluso  Giorgio Fracalossi - saranno i tratti distintivi del nostro gruppo. Il perimetro è in divenire; sono almeno ancora 15 le Bcc che stanno valutando con attenzione il  nostro progetto industriale».

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