Il Bilancio di sostenibilità 2018 del Gruppo Astea

Stabile il risultato netto del gruppo, minori i crediti da recuperare verso i clienti

da sx: Torretti, Santoro, Pignatelli e Belli

Qualcosa di più di una semplice rendicontazione economica. Il Bilancio di Sostenibilità 2018 del Gruppo Astea indica risultati ottenuti, mission, stakeholder ma anche gestione ambientale, del personale e le strategie future, per avere così una panoramica a 360 gradi delle attività aziendali. Nella composizione del Gruppo Astea la novità nel 2018 è il passaggio di Astea Servizi in Osimo Servizi, società partecipata interamente dal Comune di Osimo. Questo ha comportato una riduzione del personale di Astea da 269 unità a 240. Nella gestione del personale si è prestata sempre più attenzione alla formazione: il numero di ore complessive è aumentato in un anno da 3.373 a 3.850, il 51% delle quali sulla sicurezza nei luoghi di lavoro.

Questo ha contribuito alla riduzione del numero di infortuni di circa il 50%. Un sempre maggiore controllo assicurato dalla gestione del Sistema per la Salute e la Sicurezza nei luoghi di lavoro certificato in conformità alla BS OHSAS 18001 ha consentito all’azienda un progressivo miglioramento degli indici infortunistici che si posizionano ampiamente sotto quelli di settore. Diminuiti sensibilmente anche i giorni di assenza di un 67% circa così come sono diminuite in generale le ore di assenza media pro capite (da 149 a 126). Tra i fornitori invece va evidenziato che oltre il 60% proviene dalle province di Ancona e Macerata: in questo modo Astea si rivolge al territorio di riferimento, aumentandone l’arricchimento. In aumento anche i clienti: nel servizio idrico sono passati da 57.222 a 57.529, nell’igiene urbana da 16.827 a 16.923 mentre nel teleriscaldamento da 1.265 a 1.272.

Passando alla gestione economica, il risultato netto del gruppo è stato pari a 4,38 milioni, in linea con il 2017, ma in aumento rispetto ai 3,88 milioni del 2015 (il risultato di 20,8milioni del 2016 è invece influenzato dalla cessione delle quote di Astea Energia). “Questo risultato –spiega il direttore generale di Astea Massimiliano Belli Riderelli- significa che allontanarsi dal mercato libero e puntare sulla gestione delle reti è stata una strategia giusta”. In futuro “puntiamo -aggiunge l’amministratore delegato Fabio Marchetti- a completare la filiera di acqua e rifiuti, dalle fonti di approvvigionamento alla gestione dei reflui, e per i rifiuti dall’impiantistica al trattamento. In quest’ottica sarà strategico il sito di Ostra per l’umido organico, i cui lavori sono iniziati con l’obiettivo di renderlo operativo entro fine 2020, dando nuovi utili ad Astea”. Ridotta anche la massa di crediti da recuperare verso i clienti: in due anni si è passati da 14,04 milioni di euro a 11,9 milioni. Aumentati invece gli investimenti: da 8,13 milioni a 10,58 milioni. Di questi la maggior parte ha riguardato la linea idrica (4,75milioni di euro) e la linea elettrica (2,31). Nel settore idrico l’acqua distribuita attingendo ai campo pozzi di Astea è stata di oltre 9milioni di metri cubi nel 2018, ai quali si aggiungono 2,2 milioni dal lago di Castreccioni. “Ed entro il 2020 inizierà ad arrivare nei rubinetti degli osimani anche l’acqua dell’acquedotto del Nera” assicura Belli. Nel settore igiene urbana Astea ha ottenuto risultati di eccellenza, passando in tre anni dal 70 al 75% di raccolta differenziata ad Osimo, primo comune delle Marche tra quelli sopra i 25mila abitanti.

In tema ambientale è stato confermato l’impegno nel Centro del Riuso di San Biagio per ridurre gli oggetti da conferire in discarica, ma anche quello nella produzione di rifiuti da parte della stessa Astea (diminuiscono quelli pericolosi da 10 a 7 tonnellate e aumentano quelli recuperati da 5.478 tonnellate a 6.451). Ricordiamo inoltre la riconversione a metano di quattro mezzi della flotta dell’igiene urbana e l’avvio di due progetti europei, Muse Grids e Interrface, finanziati dal programma europeo Horizon 2020: il primo mira a realizzare una serie di interventi migliorativi sulla centrale di cogenerazione, sulla rete di teleriscaldamento e su un distretto idrico del centro storico mentre il secondo, partito a Febbraio 2019, ha come obiettivo l’ottimale sfruttamento dell’energia prodotta dagli impianti allacciati alla rete ed il miglioramento della qualità del servizio di distribuzione elettrica ai cittadini.

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