Paola Bichisecchi (Confindustria): «Produzione 2015 nelle Marche + 0,8%»

Il direttore generale di Confindustria Marche al Rotary Club di Falconara per parlare di economia regionale: in ripresa ma con lentezza e serve dialogo con la Regione su progetti e fondi europei

Paola Bichisecchi (a destra) con il presidente del Rotary Falconara, Francesca Porcedda

Ci sono segnali di ripresa dalla crisi ma le Marche, come del resto l'Italia, crescono meno di quello che si si aspettava. È un quadro tra luci e ombre quello esposto da Paola Bichisecchi, direttore generale di Confindustria Marche, durante la conviviale di martedì 9 febbraio del Rotary Club di Falconara. «Un appuntamento di alto livello, interessante e partecipato – ha commentato Francesca Porcedda, presidente del Club falconarese –. I soci, molti dei quali direttamente coinvolti in quanto imprenditori, hanno seguito la relazione con grande attenzione». Nelle Marche, il tessuto imprenditoriale viene dipinto come tenace e ma, nella maggioranza dei casi, ancora troppo frammentario e legato al credito per potersi avviare verso quei processi di innovazione e internazionalizzazione che consentono di reagire alla crisi e vincere le sfide del mercato globale. «Secondo il Centro Studi di Confindustria Marche – ha spiegato la Bichisecchi - il graduale miglioramento della domanda ha sospinto la produzione industriale. Nella media dei primi nove mesi dell’anno la produzione dell’industria manifatturiera è così cresciuta dello 0,8%, su livelli tuttavia ancora lontani da quelli raggiunti prima della crisi. Tuttavia, al graduale rafforzamento della domanda interna, si è opposto l’indebolimento delle esportazioni. La crisi russa ha pesato non poco. Tuttora le Marche esportano i 2/3 della produzione nel mercato europeo».

In un momento positivo come quello attuale «con la caduta del prezzo del petrolio che comporterà un risparmio di 24 milioni per il 2016 e le politiche della Bce che con tassi pari allo zero porteranno risparmi per 10 miliardi nel 2016 – ha aggiunto – è comunque indispensabile migliorare il contesto in cui operano le imprese: semplificando le pubbliche amministrazioni, limando il costo dell'energia, migliorando infrastrutture e logistica, rendendo efficace la giustizia amministrativa, facilitando l'accesso al credito e riducendo il carico fiscale su imprese e lavoro per ridare slancio alla domanda interna e agli investimenti». Occorre dunque avviare una fase nuova. In questo contesto, la programmazione dei fondi europei 2014/2020 può offrire una spinta significativa. Bandi per oltre 1,1 miliardi di euro «che dobbiamo spendere con criterio – ha concluso la Bichisecchi – per crescita, competitività delle imprese e per creare un contesto più favorevole agli investimenti. Alla Regione abbiamo detto che polverizzare gli interventi è una scelta sbagliata. Vanno selezionate le priorità – ricerca, innovazione, internazionalizzazione, sviluppo delle competenze - e semplificati gli strumenti amministrativi. Come Confindustria Marche parteciperemo alla fase di realizzazione dei Programmi Operativi Regionali e alla loro attuazione per massimizzare l’impatto sull’economia reale».

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