Api, Brachetti Peretti: «Crediamo nella raffineria di Falconara»

Il presidente intervistato dal CorSera per la vendita delle quote nel settore eolico in Sicilia e Puglia annuncia la volontà di investire nel petrolio e nei distributori Ip. Fiordelmondo, Uil: «Parole rassicuranti»

Igino Straffi e Ugo Braghetti Peretti - Credit Infophoto

Api tornerà a puntare sulla raffinazione. Ad annunciarlo è stato il presidente di Api Ip, Ugo Brachetti Peretti, in un'intervista pubblicata oggi dal Corriere della Sera. Api ha venduto a Iberdrola, azienda spagnola produttrice e distributrice di elettricità e gas naturale, la quota della joinventure nel campo dell'eolico (in Sicilia e Puglia). Costo dell'operazione, 190 milioni di euro.  Che Brachetti Peretti è intenzionato a investire per rafforzare la raffinazione e la rete distributiva Ip, «valutando nel medio termine acquisizioni o forme di aggregazione in un’ottica di rafforzamento. L’obiettivo è incrementare l’attuale quota di mercato del 9%» spiega il petroliere. I dati riportati nell'articolo sono positivi: redditività a 212 milioni di euro (+43%) e un utile lordo di 26,9 milioni di euro, a fronte di un valore negativo di 102 milioni nel 2014. «A dare una mano ai conti ha concorso il significativo aumento dei margini nell’attività di raffinazione, con un media di circa 5-6 dollari a barile. Una dinamica che premia il nostro impegno nell’avere continuato a credere nell’impianto di Falconara».

Un intendimento che rassicura i lavoratori. «Sono parole rassicuranti che dimostrano la volontà di proseguire e di investire a Falconara – commenta Andrea Fiordelmondo, segretario Uiltec Marche – A giugno scadono i contratti di solidarietà ma se l'orientamento è questo siamo più che positivi». L'azienda, che a luglio 2015 aveva indicato 65 esuberi, potrebbe chiedere una proroga sulla solidarietà ma, visti i risultati e gli investimenti, in numeri inferiori rispetto allo scorso anno. Nei giorni scorsi è stata effettuata una fermata straordinaria per far ripartire un impianto di desolforizzazione. Da accordi sindacali, l'impianto riassorbirà 12 esuberi. Altri investimenti riguardano la produzione di bitume e il cosiddetto bunkeraggio, ovvero il rifornimento di carburante a bordo delle navi per il porto di Ancona. Stando ai dati della Relazione Annuale 2015 dell'Unione Petrolifera, Api ha investito 15 milioni di euro per miglioramento ed efficientamento degl impianti e altrettanti in impianti per la produzione di conbustibile marino a basso tenore di zolfo. E il rigassificatore? Il progetto (contestato da ambientalisti e Movimento 5 Stelle) è ancora lì. Ma in attesa di un partner per realizzarlo è meglio l'uovo oggi. Soprattutto in una situazione economica come quella attuale con i tassi d'interesse più che favorevoli e il costo del petrolio ai minimi storici.

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