Imprese, record dei ritardi: 4 mesi per essere pagati

Il settore che aspetta di più è l'edilizia seguito da servizi e manifatturiero. Confartigianato: enti Pubblici e grandi committenti "fanno cassa" a danno delle piccole imprese

Giorgio Cataldi

I piccoli imprenditori rischiano di non farcela perché devono aspettare mesi prima di essere pagati da un Ente pubblico o da una grande impresa committente per il lavoro svolto: in media 132 giorni. Il dato,  riferito alla provincia di Ancona,  emerge da uno studio della Confartigianato.
In una situazione già drammatica, aggravata dalla crisi finanziaria e da una stretta creditizia senza precedenti, l’allungamento dei tempi di pagamento è un fenomeno che sta colpendo pesantemente le micro e piccole imprese e l’artigianato. Nell’attesa di riscuotere il dovuto, molte aziende sono costrette a chiudere perché manca la liquidità.

Nel giro di un anno il tempo medio di attesa si è allungato di 42 giorni passando dai 90 giorni di fine 2010 ai 132 registrati a termine del 2011. Un incremento del 44,4%. Il settore delle costruzioni ha registrato il maggior incremento nei tempi di pagamento, a seguire servizi e manifatturiero .
L’aumento dei ritardi nei pagamenti determina un costo in termini di maggiori oneri finanziari per la filiera dell’artigianato provinciale stimabile in 36,1 milioni di euro (suddivisi nei 15,1 mln del manifatturiero, nei 8,7 mln euro del comparto delle costruzioni, nei 12,3 mln euro per i servizi), oltre 139 per l’intera regione.
I piccoli imprenditori sono stretti nella  morsa tra i  mancati pagamenti delle loro prestazioni ed i doveri fiscali e previdenziali che devono adempiere tempestivamente: una situazione intollerabile.

“Bisogna  ricordare  che  i tempi   imposti dall’ Europa  per  i  pagamenti  sono  di  30  giorni –  afferma  il  Segretario  provinciale   di  Confartigianato  Giorgio Cataldi –  e  che  il nostro governo avrebbe tempo fino al 2013 per recepire le norme di Bruxelles.  Una scadenza troppo lontana per cui è indispensabile che la  direttiva europea venga recepita immediatamente così come va attuato subito quanto previsto  dallo Statuto  delle  Imprese.   Ciò  significherebbe  ridare  ossigeno  alle imprese,  soprattutto   quelle di piccole dimensioni ed attuare quindi una importante iniziativa fondamentale per sostenere la ripresa economica e la crescita”.

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