Massacrata per anni dal marito sotto gli occhi della bimba, salvata dalla vicina di casa

Secondo le indagini quello del 2015 non era stato un episodio singolo

Foto di repertorio

Umiliata, insultata e picchiata per anni sotto gli occhi della figlia. E avrebbe continuato così, a subire le violenze dell’uomo che diceva di amarla, se non fosse stato per la vicina di casa che un giorno è intervenuta, convincendo la donna a ricorrere alle cure del Pronto Soccorso, dando il via alle indagini dei Carabinieri. Alla fine l’uomo è finito a processo e nell’udienza di ieri ha patteggiato una pena di 1 anno e 8 mesi per maltrattamenti in famiglia e lesioni personali. 

L’intervento della vicina di casa che ha svelato le violenze

Secondo quanto ricostruito dagli inqurienti, il fatto, avvenuto nell'anconetano che ha dato il via alle indagini e al procedimento penale risale al novembre del 2015 quando una telefonata ha svegliato nel cuore della notte una donna che all’epoca aveva 40 anni, vicina di casa della vittima. A chiamarla un’amica in comune che le chiedeva di correre a casa della sua vicina perché “lui la sta picchiando di brutto!”. La 40enne è così corsa a casa dell’amica che le ha aperto la porta. Quando è entrata ha trovato l’amica in lacrime e con il volto tra le mani, l’appartamento in disordine, due seggiole rotte e per terra una grossa ciocca di capelli della donna. E se in un primo momento la vittima non voleva andare all’ospedale temendo di dover raccontare che cosa fosse successo, alla fine la vicina di casa è riuscita a convincerla. Così le due sono andate insieme a chiedere le cure dei medici, attivando le indagini dei carabinieri che, nel frattempo, erano stati avvisati da un’altra amica. Ma dalle indagini è emerso come questo episodio, emerso grazie alla determinazione della vicina di casa della donna malmenata, fosse solo l’ultimo di anni di soprusi da parte del marito che, in passato, l’aveva picchiata facendo del male anche alla loro bimba, presente in casa al momento dei litigi e delle percosse. 

Umiliazioni e violenze

Secondo le indagini quello del 2015 non era stato un episodio perché nel 2008 erano cominciate le umiliazioni del marito alla donna, che veniva denigrata, insultata fino ad arrivare alle violenze. Come quando nel 2008 lui aveva scagliato un tavolo contro la moglie, colpendo poi accidentalmente anche la figlia, che al tempo aveva 2 anni. Nel 2013, dopo un litigio, abbandonò per strada di notte la donna e la bimba, costrette a rientrare in casa a piedi. E poi, quasi come fosse un’abitudine, calci, pugni sempre per quella ossessiva gelosia che logorava l’uomo, sempre davanti alla piccola che, in alcuni casi, tentava anche di mettersi in mezzo ai genitori per farli smettere. 

Il processo

Seppur la difesa del marito, rappresentata dall’avvocato Federico Titta Rosati, avesse sempre sostenuto come non ci fossero i presupposti dei maltrattamenti in famiglia perché non c’erano mai stati diversi episodi nel tempo, e nonostante il pm Valentina Bavai (foto in basso a sinistra) avesse anche chiesto l’archiviazione del caso, la parte offesa, rappresentata dall’avvocato Laura Versace (foto in basso a destra), si è opposta all’archiviazione, arrivando fino al rinvio a giudizio dell’imputato da parte del giudice e al patteggiamento della pena. 

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