Anni di violenze, poi a cena tira un cazzotto in faccia alla moglie: allontanato

Ed è per questo che l’altro giorno i poliziotti della Squadra Mobile contro la persona e la libertà sessuale, sono andati dall’uomo per applicare il provvedimento cautelare

Foto di repertorio

Sembrava tutto perfetto quando si sono conosciuti 8 anni fa, quando si sono innamorati e hanno deciso di andare quasi subito a vivere insieme. Poi il matrimonio. L’amore che sfiorisce e diventa sopportazione quotidiana, tolleranza della vicinanza dell’altro senza trovare il coraggio per prendere 2 strade differenti. Già, perché, a quella scelta, lei aveva preferito le botte, senza mai andare al Pronto Soccorso. Fino allo scorso giugno quando i due, entrambi 38 anni della provincia di Ancona, hanno cominciato a discutere a tavola. Non per gelosia o per questioni simili. Motivi futili. Solo che quella sera lui ha superato ogni limite: durante il litigio si è alzato da tavola e l’ha colpita con un pugno al volto e lo ha fatto con una tale violenza da lasciarla stordita a terra, sanguinante al volto. C’era voluta l’ambulanza e la cura dei medici del Pronto Soccorso per far scattare la denuncia alla Carlo Pinto-11Squadra Mobile della Polizia di Ancona che, guidata dal capo Carlo Pinto (foto a sinistra/in basso), ha iniziato ad investigare sull’ennesima violenza di un uomo nei confronti di una donna. In questo caso di una moglie che mai aveva provato a liberarsi di quella gogna e che, alla fine, ha riportato un “trauma cranico con ferita del labbro superiore ed inferiore”. 21 giorni di prognosi. Per lui le accuse di maltrattamenti in famiglia e lesioni personali. 

Il provvedimento

Ed è per questo che l’altro giorno i poliziotti della Sezione Reati contro la persona e la libertà sessuale, sono andati dall’uomo per applicare il provvedimento cautelare dell’allontanamento dall’abitazione familiare con effetto immediato e conseguente divieto di avvicinamento alla moglie, disposta proprio dal Gip Carlo Cimini.

L'indagine della Polizia

E’ stato poi la donna e raccontare agli inquirenti di aver conosciuto il suo compagno diversi anni prima tramite social network e di essere andata quasi subito a convivere con lui. La coppia era andata sempre d’accordo fino a quando lui non avrebbe iniziato a cambiare comportamento nei suoi riguardi, prima con insulti e umiliazioni, fino ad alzare le mani. Stando a quanto raccolto dalla polizia dorica, elementi indiziari importanti a carico del violento si troverebbero nei messaggi whatsapp scambiati tra i due negli ultimi mesi con tanto di messaggi vocali espliciti. Un quadro che ha convinto la Mobile di essere davanti ad un soggetto socialmente pericoloso, dunque da fermare quanto prima. Da qui la richiesta da parte della procura di una misura cautelare. Accolta dal Gip, che ora costringe il 38enne a tenersi a debita distanza dall’abitazione familiare con divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla moglie. 

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