"Sindaco e comandante allergiche alla polizia giudiziaria": scontro frontale nella Municipale

Dopo il caso degli agenti della Municipale che non si sono potuti allontanare da Ancona per ritirare un prestigioso encomio, spunta una lettera firmata proprio dal numero 1 della sezione giudiziaria

La comandante della Municipale Liliana Rovaldi

Dopo il caso degli agenti della Municipale che non si sono potuti allontanare da Ancona per ritirare un prestigioso encomio, spunta una lettera firmata proprio dal maggiore Marco Ivano Caglioti, numero 1 della sezione giudiziaria e ormai dentro il corpo dei vigili anconetani è scontro frontale. Nella missiva, rivolgendosi alla comandante Liliana Rovaldi, Caglioti spiega come

“sarebbe utile una riflessione di carattere generale circa le dichiarazioni rese dal sindaco e da lei (la destinataria) in relazione alla funzioni di polizia giudiziaria per le quali si riscontra una certa forma allergica”

Parole dure con cui il maggiore attacca la dirigenza dorica: “Dovrebbe essere orgoglio personale dell’amministrazione dirigere dipendenti che mostrano qualità e doti riconosciute a livello nazionale, ma così non sembra che sia, stante un insolito e ingiustificato atteggiamento di mal celata ostilità, ampiamente dimostrata sia nei confronti dello scrivente che dei componenti della sezione di polizia giudiziaria”. Inoltre nella lettera si spiegano ampiamente le motivazioni per cui i 5 agenti dorici non hanno avuto la possibilità di andare a Riccione a ricevere il premio, soprattutto dopo che “un componente del SULPM - scrive Caglioti - mi ha comunicato che la mancata presenza era legata ad un mio non meglio precisato comportamento. Ma la comunicazione è stata protocollata il 5 gennaio e i servizi per la settimana successiva sono stati fatti la settimana successiva”. 

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Dunque ci sarebbe stata la possibilità da parte del comando di liberare gli agenti premiati perché l’invito è arrivato prima dell’assegnazione dei turni. Quindi non poteva dipendere da una scelta personale del gruppo di Caglioti. E allora, se si pensa al diktat della Mancinelli del 2017 quando, in una riunione con il corpo, disse «Meno indagini giudiziarie e più amministrativo», se si pensa ai tanti agenti premiati con il Ciriachino d’oro o con encomi vari per attività molto più canoniche rispetto quella più articolata della polizia giudiziaria, oltre al dubbio dell’”allergia”, viene anche un altro dubbio: “se ad essere premiati fossero stati altri colleghi del comando, il vostro comportamento sarebbe stato lo stesso?”. 

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